Treet Platinum

Non ho idea di chi ci sia dietro alle Treet. Sicuramente qualche esperto. Probabilmente un esperto in disboscamento. Ecco, se dovessi trovare un paragone fra questa lametta ed un utensile di altra categoria, la metterei a confronto con una motosega. Non credo di aver mai visto tanto sangue sulla mia faccia fin dai tempi in cui recitavo nella parte del conte Dracula.

Il motivo per cui questa lametta si comporti così mi è oscuro. Ho provato ad ipotizzare che il filo della lama fosse seghettato, ma, almeno ad occhio nudo, non lo è. Ho anche ipotizzato di averla inserita “al contrario” nel rasoio (riporta una lettera A su una faccia e una lettera B sull’altra), ma mi sembra demenziale. Secondo me la A e la B servono solo a ricordarsi da che parte la si è già usata.

La rasatura c’è stata, i peli sono stati tagliati, quindi il suo mestiere lo ha fatto. La pelle variava dal rosso sangue al rosso irritazione, con alcune zone più resistenti miracolate, ma complessivamente sembrava di osservare un campo di battaglia.

Il tempo che ho impiegato è stato anche abbastanza breve, infatti, nonostante sia andato molto cauto, ho impiegato circa 20 minuti complessivi. Sembravano però 20 ore, data la sofferenza.

Nel campione di lamette che ho acquistato ci sono due lamette Treet, così come ce ne sono due di tutte le altre marche. Al momento la recensione non può che essere complessivamente negativa, ma concedo il beneficio del dubbio che fosse solo questa lametta uscita male o che fosse la mia pelle per qualche motivo meno predisposta del solito. Mi riservo di provare l’altra Treet in futuro ed eventualmente aggiornare questa recensione.

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