13 minuti per una poesia

Lo sanno tutti che sono un poeta e potrei anche farlo diventare un lavoro. Preferisco resti un hobby: mi basta già constatare che non riesco a farmi pagare dignitosamente nemmeno per il mio vero lavoro.

Oggi è il compleanno di un amico cliente. O forse di un cliente amico. Sono quelle situazioni strane in cui sai che di quella persona ti puoi fidare, ti rendi conto che lo stai trattando da amico e non da cliente, ma di fatto con quella persona non hai mai condiviso nulla se non il lavoro.

Chiariamo, ché non vorrei essere frainteso. Non ho intenzione di condividere moglie o altri assets fondamentali della mia e della sua vita, ma si era parlato alcuni mesi fa di andare a mangiare una pizza assieme. Se n’era solo parlato; poi, complici il lavoro prima e la pandemia dopo, siamo qui a farci gli auguri di compleanno, senza aver mai mangiato una pizza assieme. Ecco, questa è una cosa, una pizza, che mi sembra ragionevole condividere con chi definisco amico.

No, non la pizza in sé: se solo ci prova a prenderne una fetta dal mio piatto gli pugnalo la mano con il coltello e con la forchetta.

Il fatto però di uscire a mangiare assieme ricopre nella nostra cultura un’importanza non trascurabile. Gesù e gli apostoli si ritrovavano attorno ad un tavolo a socializzare ed a mangiare (e guarda come sono finiti). Certo non si può trascurare che Gesù fu come minimo incauto a far sapere che poteva moltiplicare pane e pesce: non oso immaginare come la presero i panettieri e pescatori dell’epoca. Ma bando alle ciance e blasfemie varie, torniamo al nocciolo della questione. Come gli ho fatto gli auguri?

Ecco a voi. Questo è il breve dialogo intercorso via Whatsapp oggi per fargli gli auguri. La poesia più veloce che sia mai stata scritta: 13 minuti da quando ho avuto l’idea di scriverla (ma non l’ispirazione, ho anche dovuto pensare a cosa scrivere) a quando gliel’ho inviata.

Certo, definirla arte sarebbe un tantino pretenzioso, ma in 13 minuti vorrei vedere voi…

Ed infine, per il bene di Google che mi indicizza, la riporto qui trascritta in tutto il suo splendore:

Déstati oggi a rimirar la stella
che, come ogni giorno, ti ricorda
che prima o poi cadrai dalla sella!

Di ciò che fu memoria tu non perda
se mai un malanno ti entrasse nella testa
come l’Alzheimer o qualche altra merda…

ma non crucciarti e pensa alla tua festa
e ricevi nel dì del compleanno
tanti auguri, anche da chi ti detesta!

			- L. C.

Immagine dell’articolo gentilmente fornita da unsplash-logoFree To Use Sounds