Recensione webcam per lezioni online

Perché una nuova webcam?

Non sappiamo ancora con certezza come si farà lezione a settembre, quando le scuole riapriranno. Qualcuno andrà a scuola, qualcuno farà lezione online, qualcuno farà i turni. Quello che sappiamo è che il Covid-19 non è ancora stato debellato e che molto probabilmente sarà ancora fra noi il prossimo anno scolastico.

Le famiglie numerose, in questi primi mesi di lock-down che sono trascorsi, hanno dovuto arrangiarsi con i mezzi informatici a loro disposizione per permettere a tutti i figli di seguire le lezioni e spesso ai genitori di lavorare da casa. Io ho tre figli e sono informatico di mestiere, quindi le webcam in teoria non mi mancano. La realtà è un po’ diversa: se avessi avuto una webcam in più molte volte sarebbe stato più semplice per me e per loro.

Perché comprarla proprio adesso?

Le leggi del libero mercato sono però antipatiche: vista l’alta richiesta di webcam, su Amazon si trovavano solo quelle da 70 euro in su oppure bisognava prenderle senza spedizione Prime, che significava aspettarle giorni e non poterle restituire gratis in caso di problemi.

Ora che la scuola è in pausa estiva la situazione è tornata quasi normale: le webcam economiche si trovano di nuovo, anche spedite da Amazon con abbonamento Prime. Ne ho comprata una prima che arrivi settembre, l’ho provata per voi ed ecco qui la recensione. Se anche voi avete bisogno di una webcam in più, il mio consiglio e di scegliere quella più adatta e di comprarla adesso che si trova e costa poco, senza aspettare due mesi che la scuola riapra.

Quale webcam?

Veniamo dunque alla recensione vera e propria. Io possedevo già una Logitech C920HD, oltre alla webcam integrata nel iMac. La Logitech è in qualche modo il punto di riferimento delle webcam non professionali, ma di buona qualità. È costata l’anno scorso circa 80 euro, ma al momento della scrittura di questa recensione il suo prezzo fluttua di giorno in giorno dai 100 euro ai 210. Pochi giorni fa ho invece acquistato una JideTech Webcam PC 1080P per il prezzo di 25 euro spedizione inclusa. Anche il suo prezzo fluttua di giorno in giorno, ma molto meno e su cifre più basse, non andando mai oltre i 35 euro. Trovate qui i link su Amazon per entrambi i modelli:

JideTech Webcam PC 1080P

Logitech C920 HD Pro

Sulla carta, ovvero guardando le specifiche tecniche, si direbbe che siano equivalenti o quasi. Naturalmente non è così, ma quello che dobbiamo sempre chiederci è se la qualità del modello più caro nel nostro caso valga i soldi in più che costa. Partiamo dunque dalla qualità del video.

Qualità video

Ecco qui il risultato in condizioni di illuminazione naturale all’interno della mia abitazione, ovvero le tipiche condizioni in cui i nostri figli si troveranno a fare lezione online e noi eventualmente a lavorare da casa.

La prima cosa che si nota, a parte il mio faccione, è l’esposizione. La JideTech ha un contrasto troppo elevato e finisce per falsare i colori, sovraesponendo le parti illuminate e sottoesponendo il resto. Il risultato cromatico è lontano dalla Logitech, ma per fare video lezioni può andar bene, in fondo, in quel caso, a nessuno interessa se i colori siano del tutto fedeli.

L’angolo di campo è un po’ più ampio per la JideTech, che può essere una caratteristica utile per le video chiamate fra parenti in cui vogliamo starci tutti nella ripresa, ma questo si traduce anche in una evidente distorsione fish-eye che porta all’arrotondamento artificiale di linee che in realtà sarebbero dritte, come la porta in legno del mobile a destra dell’inquadratura. Anche in questo caso, se si tratta di scegliere una webcam per le lezioni online, ciò non rappresenta problema.

Da notare come la webcam integrata dell’iMac abbia un’angolo di campo molto più ristretto, una sensibilità alla luce molto inferiore ed una risoluzione peggiore delle altre due, ma il risultato finale complessivo sia probabilmente quello più realistico, a parte lo sfondo evidentemente sottoesposto.

Qualità audio

Probabilmente non esiste una webcam economica che abbia una qualità audio professionale o anche solo dignitosa. Il motivo è semplice: non esiste una misura numerica della qualità audio che sia nota al grande pubblico, quindi chiunque venda una webcam, può dire che la webcam in vendita ha un buon microfono, senza dover mostrare dei numeri a sostegno di tale affermazione soggettiva.

Il risultato è che l’audio delle webcam economiche è uno degli aspetti su cui il produttore taglia i costi al massimo e questa JideTech non fa eccezione. L’audio registrato dalla webcam è ovattato, accompagnato da un fruscio di fondo e limitato ad un solo canale, cioè mono, non stereo. È comunque utilizzabile per le lezioni online? Secondo me sì, ma giudicate voi.

Immaginando una situazione di didattica online in cui l’audio è importante, ho finto di essere uno studente che, durante un’interrogazione online, deve recitare una poesia. Ho letto alcune strofe della poesia “Sant’Ambrogio” di Giuseppe Giusti, alternando il microfono con cui registravo.

Per la prima strofa ho usato il microfono integrato dell’iMac, con la barra del volume di registrazione al 50%:

iMac_50%

La seconda strofa è stata registrata dal microfono della webcam Logitech, sempre il volume al 50%:

logitech_C920_50%

Dalla terza strofa in poi ho usato la JideTech, a volumi crescenti a partire dal 50%:

JideTech volume al 50%

Al 50% il volume ottenuto è decisamente più basso. La strofa successiva è stata registrata al 75%:

JideTech volume al 75%

Si sente un po’ meglio, ma restiamo lontani dall’audio della Logitech ed anche da quello dell’iMac. Proviamo al 90%:

JideTech volume al 90%

A me sembra che non ci sia differenza udibile rispetto alla registrazione al 75%. Ho quindi provato ad alzare il volume al massimo, 100%:

JideTech volume al 100%

Forse al 100% una piccola differenza c’è, ma, se dovessimo usarlo per qualsiasi cosa che non sia seguire una video lezione, resteremmo sempre nella categoria dell’audio quasi indecente.

Naturalmente si deve tenere conto che questa recensione è orientata alla scelta di una webcam per gli studenti, che durante una lezione online parlano molto meno dei professori. Se un docente ha bisogno di una webcam e vuole qualcosa che permetta agli studenti di tenere alta l’attenzione (per quanto possibile con le lezioni online), probabilmente dovrebbe orientarsi sulla Logitech o comunque su una webcam non troppo economica, essendo l’audio, nel caso dei docenti, uno strumento fondamentale per la riuscita della lezione.

Compatibilità

Ho provato la webcam su MacOS, su Linux e su Windows. La recensione si basa sulle registrazioni fatte con MacOS, in quanto in quel caso ho anche la webcam integrata nell’iMac come ulteriore riferimento, ma negli altri casi i risultati con la JideTech sono stati del tutto equivalenti a quelli ottenuti su MacOS. In nessun caso ho dovuto installare alcun software particolare: la JideTech è stata riconosciuta al volo da tutti i sistemi operativi. Da questo punto di vista quindi è promossa a pieni voti.

Conclusioni

Se vi serve una webcam per le lezioni online che vostro/a figlio/a dovrà seguire, questa JideTech va bene, senza pretese di qualità. Ha dalla sua un costo estremamente contenuto ed il fatto che comunque funziona. Se però pensate di usare la webcam anche per altre cose, come per esempio tenere una video lezione invece che semplicemente seguirla, è meglio orientarsi su qualcosa di più caro, oppure prendere questa JideTech, ma abbinarle un microfono esterno, o usare il microfono integrato nel notebook (se ce l’avete e se è decente), in modo da non dover usare quello integrato della webcam, che è sicuramente il suo tallone d’Achille.

13 minuti per una poesia

Lo sanno tutti che sono un poeta e potrei anche farlo diventare un lavoro. Preferisco resti un hobby: mi basta già constatare che non riesco a farmi pagare dignitosamente nemmeno per il mio vero lavoro.

Oggi è il compleanno di un amico cliente. O forse di un cliente amico. Sono quelle situazioni strane in cui sai che di quella persona ti puoi fidare, ti rendi conto che lo stai trattando da amico e non da cliente, ma di fatto con quella persona non hai mai condiviso nulla se non il lavoro.

Chiariamo, ché non vorrei essere frainteso. Non ho intenzione di condividere moglie o altri assets fondamentali della mia e della sua vita, ma si era parlato alcuni mesi fa di andare a mangiare una pizza assieme. Se n’era solo parlato; poi, complici il lavoro prima e la pandemia dopo, siamo qui a farci gli auguri di compleanno, senza aver mai mangiato una pizza assieme. Ecco, questa è una cosa, una pizza, che mi sembra ragionevole condividere con chi definisco amico.

No, non la pizza in sé: se solo ci prova a prenderne una fetta dal mio piatto gli pugnalo la mano con il coltello e con la forchetta.

Il fatto però di uscire a mangiare assieme ricopre nella nostra cultura un’importanza non trascurabile. Gesù e gli apostoli si ritrovavano attorno ad un tavolo a socializzare ed a mangiare (e guarda come sono finiti). Certo non si può trascurare che Gesù fu come minimo incauto a far sapere che poteva moltiplicare pane e pesce: non oso immaginare come la presero i panettieri e pescatori dell’epoca. Ma bando alle ciance e blasfemie varie, torniamo al nocciolo della questione. Come gli ho fatto gli auguri?

Ecco a voi. Questo è il breve dialogo intercorso via Whatsapp oggi per fargli gli auguri. La poesia più veloce che sia mai stata scritta: 13 minuti da quando ho avuto l’idea di scriverla (ma non l’ispirazione, ho anche dovuto pensare a cosa scrivere) a quando gliel’ho inviata.

Certo, definirla arte sarebbe un tantino pretenzioso, ma in 13 minuti vorrei vedere voi…

Ed infine, per il bene di Google che mi indicizza, la riporto qui trascritta in tutto il suo splendore:

Déstati oggi a rimirar la stella
che, come ogni giorno, ti ricorda
che prima o poi cadrai dalla sella!

Di ciò che fu memoria tu non perda
se mai un malanno ti entrasse nella testa
come l’Alzheimer o qualche altra merda…

ma non crucciarti e pensa alla tua festa
e ricevi nel dì del compleanno
tanti auguri, anche da chi ti detesta!

			- L. C.

Immagine dell’articolo gentilmente fornita da unsplash-logoFree To Use Sounds

Bbasta!

Sì, con due B.

C’era un tempo in cui ero gentile al telefono anche con gli operatori di telemarketing. Pensavo che essere gentili ed educati fosse la cosa giusta, in fondo loro sono là a fare il loro mestiere come io sono qui a fare il mio. Rispondevo gentilmente che la cosa non mi interessava, tanto che fosse una nuova tariffa luce-gas, quanto che fosse un’imperdibile occasione di trading online.

Ho sempre pensato che la buona educazione non debba mai mancare, in nessun caso. Non per una questione di gentilezza in generale, ma proprio perché ritengo che con la diplomazia si ottenga di più che con lo scontro diretto.

Dal dire gentilmente che la cosa non mi interessa sono quindi passato al chiedere gentilmente di rimuovere i miei dati dal loro database, dato che di certo io non ho mai autorizzato il trattamento dei miei dati per scopi promozionali.

Anche questo non è servito, anzi, le chiamate aumentavano. Ho allora iniziato a bloccare i numeri e segnalarli come spammer sul cellulare e su alcuni siti specifici, sempre mantenendo un tono gentile ed educato alla risposta. L’unico aspetto un po’ meno educato è il fatto che, arrivato a questo punto, non lasciavo nemmeno che l’operatore di turno finisse la prima frase, ma gli dicevo subito che, dopo ripetute richieste inascoltate di rimuovere i miei dati, avrei messo giù il telefono e segnalato il numero come spammer senza sentire altre ragioni.

Naturalmente sono capitati anche operatori maleducati che mi hanno mandato a quel paese, ma va bene, ci sta. Quella che però mi ha dato più fastidio è stata un’operatrice che, urlando, mi ha detto: “e allora si iscriva al registro delle opposizioni!”. Peccato che all’epoca non fosse possibile iscrivere numeri di cellulare privati nel registro (e non lo è nemmeno oggi, Aprile 2020, al momento della scrittura del presente). Tale operatrice riuscì a zittirmi, semplicemente perché io non sapevo neppure che esistesse il Registro, quindi non potei fare altro che dire: “ok va bene lo farò” e metter giù. Per poi scoprire, andando a vedere cosa fosse tale registro, che non potevo farlo.

Questo evento mi fece capire che il tempo della buona educazione era finito. Anzi, nel caso specifico, non avrebbe mai dovuto iniziare. Da allora e negli anni a seguire ho messo in campo una serie di strategie, alcune imparate da amici, altre di mia invenzione, per prendermi una rivincita su questi fastidiosi insetti.

Tali strategie si basano su due idee:

  • Se voi fate perdere tempo a me, io lo faccio perdere a voi
  • Se è vero che tu operatore stai solo facendo il tuo lavoro, è anche vero che quel lavoro te lo sei scelto ed ognuno nel proprio lavoro deve sopportarne le incombenze ed i difetti. Io mi sono scelto il mio lavoro e ne sopporto i difetti. Non vedo perché dovrei preoccuparmi io di come gli operatori del call center vivono la loro esperienza professionale.

Muovendo dalle due idee precedenti, ecco a voi l’elenco delle strategie che ho elaborato.

  1. Il finto dipendente
    – Pronto?
    – Buongiorno, parlo con il signor Lucio?
    – No, un secondo, il mio capo al momento non è qui, cerco di passarglielo
    Metto la telefonata in attesa e ce la lascio fino a quando l’operatore del call center non mangia la foglia o non si stufa di attendere
  2. Il finto dipendente preso male
    – Pronto?
    – Buongiorno, parlo con il signor Lucio?
    – Ma che ne so, non lo vedo mai, quello è sempre in giro, qui i clienti chiamano, i fornitori chiedono di lui, uno ieri si è incazzato con me perché non paga una fattura da due anni, quello va a farsi i giri del mondo sul suo yacht e io sono qui da solo in ufficio, poi quando torna s’incazza con me se il lavoro non è come dice lui. Mi dica lei, anche da lei il capo fa così? Guardi io non so più cosa fare, se lo sente lei glielo dica che io non posso certo stare qui ad aspettare che [tuuuuut… a questo punto l’operatore del call center getta la spugna e chiude la chiamata]
  3. La finta linea caduta
    – Pronto?
    – Buongiorno, sono Piero Del Piero e le vorrei presentare [a questo punto appoggio delicatamente il telefono sul tavolo e lo lascio parlare senza vivavoce, tornando poi a vedere, non prima di 10 minuti, se si è stufato di parlare da solo]
  4. La finta linea caduta con elemento catalizzatore
    – Pronto?
    – Buongiorno, sono Piero Del Piero e le vorrei chiedere se è interessato alle opzioni binarie e forex
    – Hmm, ne ho sentito parlare, ma non so cosa siano
    – Non si preoccupi, le spiego io [e qui uso la stessa strategia del punto precedente]
  5. I finti disturbi radio
    Per questa strategia serve un minimo di preparazione. Scaricatevi da internet un qualsiasi MP3 con il tipico rumore della radio mal sintonizzata. Mettetevelo su un dispositivo comodo in base alla strumentazione a vostra disposizione, tipo su una microsd infilata nella cassa bluetooth, o su una chiavetta USB attaccata alla smart TV, sul PC o anche su un cellulare secondario. Durante la conversazione fate partire la riproduzione del file MP3 molteplici volte, a volume alto, in modo da coprire la vostra voce e/o la voce dell’operatore. Non preoccupatevi del fatto che capisca che lo state prendendo per i fondelli: lo scopo è proprio quello!

Avete altre strategie? Condividetele commentando qui sotto!

Compiling Courier-MTA from sources on Debian buster/sid

Updated on October 23, 2019, for the Debian GNU/Linux Buster release.

This aims to be a complete, but not necessarily friendly guide, at least as of today. It contains a list of commands and actions I used to compile Courier-MTA from sources on a very basic Debian stable/testing/sid instance (e.g. a mix of stable, testing and sid).

Why? Because current Courier-MTA packages in Debian are nearly unmantained. I’m sure Markus Wanner (current mantainer) is doing his best and I thank him for his work, but I need a way out, should Courier-MTA ever fall orphaned. I’d like to help him or anyone else if I could, but I understand nothing of Debian packaging tecniques, nor Debian packaging policies. I just happen to use Debian because I like it and Courier-MTA for the very same reason, so I better play it safe and learn how to compile Courier-MTA on Debian myself.

Enough words, now the guide:

I started from the Debian setup itself, using a KVM guest. Please adjust things to match your needs (volume group name, logical volume name, ram size, disk size, network bridge name). You can install Debian in many other ways, this is just one of them. I started from the latest stable release (buster) and added bullseye and sid afterwards.

root@kvmhost:~# virt-install \
  --name couriermta --ram 1500 \
  --disk vol=netuvg/vm-couriermta,bus=virtio \
  --vcpus 2 --os-type linux --os-variant generic \
  --network bridge=virbr20,model=virtio \
  --graphics none --console pty,target_type=serial --location \
http://mirror.switch.ch/ftp/mirror/debian/dists/buster/main/installer-amd64/ \
  --extra-args 'console=ttyS0,115200n8 serial'

When tasksel asked what packages to install, I selected only standard system utilities and SSH server. Then I added my favourite packages after the install:

root@couriermta:~# apt-get install vim vim-tiny- screen ntp

Let’s add testing and sid sources, because I like having recent packages available if needed:

root@couriermta:~# cd /etc/apt/sources.list.d
root@couriermta:/etc/apt/sources.list.d# cat > sid.list << EOF

deb http://ftp.de.debian.org/debian/ sid main contrib
deb-src http://ftp.de.debian.org/debian/ sid main contrib
EOF

root@couriermta:/etc/apt/sources.list.d# cat > bullseye.list << EOF deb http://ftp.de.debian.org/debian/ bullseye main contrib deb-src http://ftp.de.debian.org/debian/ bullseye main contrib EOF

But please note that I configure priorities so that my system will prefer stable, and it will install bullseye/sid packages only if I explicitly ask it to do so:

root@couriermta:/etc/apt/sources.list.d# cd /etc/apt/preferences.d/
root@couriermta:/etc/apt/preferences.d# cat > sid << EOF
Package: *
Pin: release a=stable
Pin-Priority: 990

Package: *
Pin: release a=testing
Pin-Priority: 700

Package: *
Pin: release a=unstable
Pin-Priority: 600
EOF

Next we need to install the gcc compiler and toolchain. While we are at it, we also install some libs that we’ll need later, when we’ll be compiling authlib and Courier-MTA itself. Some of these libraries might already be installed in your system, depending on how you installed Debian and what you choose to install in the tasksel step. If they are, no worries, apt will just skip their installation.

# apt-get update
[...]
# apt-get install build-essential libltdl-dev \
  libgdbm-dev libgdbm-compat4 \
  libpcre3-dev libidn11-dev libidn2-0-dev \
  libgnutls28-dev libgcrypt20-dev libperl-dev gnutls-bin
[...] Do you want to continue? [Y/n]

Time to add a non-root user I’ll use to compile Courier-MTA source code:

root@couriermta:~# adduser couriermta
Adding user `couriermta' ...
Adding new group `couriermta' (1001) ...
Adding new user `couriermta' (1001) with group `couriermta' ...
Creating home directory `/home/couriermta' ...
Copying files from `/etc/skel' ...
Enter new UNIX password:
Retype new UNIX password:
passwd: password updated successfully 
Changing the user information for couriermta
Enter the new value, or press ENTER for the default
Full Name []:
Room Number []:
Work Phone []:
Home Phone []:
Other []:
Is the information correct? [Y/n]
root@couriermta:/etc/apt/preferences.d# mkdir \
  -p /opt/courier/sources
root@couriermta:/etc/apt/preferences.d# chown \
  -R couriermta.couriermta /opt/courier/
root@couriermta:/etc/apt/preferences.d# su - couriermta
couriermta@couriermta:~$ cd /opt/courier/sources/
couriermta@couriermta:/opt/courier/sources$

Let the party begin. We download the source code (unicode library, authlib and Courier-MTA itself):

couriermta@couriermta:/opt/courier/sources$ wget 'https://sourceforge.net/projects/courier/files/courier-unicode/2.1/courier-unicode-2.1.tar.bz2'
[...]
couriermta@couriermta:/opt/courier/sources$ wget 'https://sourceforge.net/projects/courier/files/authlib/0.69.1/courier-authlib-0.69.1.tar.bz2'
[...]
couriermta@couriermta:/opt/courier/sources$ wget 'https://sourceforge.net/projects/courier/files/courier/1.0.9/courier-1.0.9.tar.bz2'
[...]
couriermta@couriermta:/opt/courier/sources$ for i in *.bz2 ; do tar xjf $i ; done

We start compiling and installing the unicode library. Please note that I chose to install it in /opt/courier/unicode, but you can choose any other directory that suits your needs. All commands below, until the end of this giude, will assume you chose /opt/courier/unicode, so you might need to customize them too if you choose a different location:

couriermta@couriermta:/opt/courier/sources$ cd courier-unicode-2.1/
couriermta@couriermta:/opt/courier/sources/courier-unicode-2.1$ ./configure --prefix=/opt/courier/unicode
[...]
couriermta@couriermta:/opt/courier/sources/courier-unicode-2.1$ make
[...]
couriermta@couriermta:/opt/courier/sources/courier-unicode-2.1$ su
root@couriermta:/opt/courier/sources/courier-unicode-2.1# make install
[...]
root@couriermta:/opt/courier/sources/courier-unicode-2.1# exit

Now we compile the authentication library. Likewise, I chose /opt/courier/authlib, but it’s up to you.

$ cd /opt/courier/sources/courier-authlib-0.69.1
$ mkdir ../include
$ ln -s /opt/courier/sources/courier-unicode-2.1/ /opt/courier/sources/include/unicode
$ ./configure --prefix=/opt/courier/authlib CFLAGS='-I/opt/courier/sources/include/unicode' LDFLAGS='-L/opt/courier/unicode/lib'
[...]
$ make
[...]
$ su
root@couriermta:/opt/courier/sources/courier-authlib-0.69.1# make install
[...]
root@couriermta:/opt/courier/sources/courier-authlib-0.69.1# exit

We’re all set, we can now compile Courier-MTA itself:

$ cd ../courier-1.0.9/
$ ln -s /opt/courier/sources/courier-authlib-0.69.1/ /opt/courier/sources/include/authlib
$ export COURIERAUTHCONFIG=/opt/courier/authlib/bin/courierauthconfig 
$ export CPATH=/opt/courier/sources/include/authlib:/opt/courier/sources/include/unicode
$ ./configure --prefix=/opt/courier/courier --with-gnutls --with-notice=unicode CFLAGS="-I/opt/courier/sources/include/authlib -I/opt/courier/sources/include/unicode" LDFLAGS="-L/opt/courier/authlib/lib/courier-authlib -L/opt/courier/unicode/lib"
[...]
$ make
[...]
$ make check
[...]
$ su
root@couriermta:/opt/courier/sources/courier-1.0.9# make install
[...]
root@couriermta:/opt/courier/sources/courier-1.0.9# make install-configure
[...]

And that’s all about it, meaning Courier-MTA is compiled and installed, assuming you got no error messages with the commands above. However barely installing it, it’s of no use if we don’t actually run it,  and, before running it, we need a bit of configuration. Let’s add some essential paths to out PATH variable:

# echo 'export PATH=$PATH:/opt/courier/courier/bin:/opt/courier/courier/sbin:/opt/courier/scripts' >> $HOME/.bashrc

Then we need to create a /opt/courier/authlib/etc/authlib/authdaemonrc file: we can copy the preinstalled /opt/courier/authlib/etc/authlib/authdaemonrc.dist and edit it to suit our needs.

I won’t delve into further details of configuring and running Courier-MTA here, because you can find extensive documentation about it at the Courier-MTA website, and there’s nothing Debian specific in that procedure.  However I feel like giving a few final hints.

if you are running a KVM guest in a NAT-ted network of virtual servers, which happens to be my setup, don’t forget to limit the smtpaccess that comes by default with Courier-MTA:

# vi /opt/courier/courier/etc/smtpaccess/default

Comment out the following lines, that are line 13 and line 14 in the release of Courier-MTA I downloaded:

10 allow,RELAYCLIENT
192.168 allow,RELAYCLIENT

Those lines should look like this:

#10 allow,RELAYCLIENT
#192.168 allow,RELAYCLIENT

Then run, as root

# makesmtpaccess

That will avoid a open relay inside the virtual servers network (and also outsite it, if you ever map the public IP 25/tcp port to your Courier-MTA instance).

If you plan to use SSL/TLS enctypted connections (and you SHOULD!), you need to provide Courier with valid certificates. You can use LetsEncrypt to obtain valid certificates for your server for free, but, before that, you may need at least a test (hence not valid) certificate, just to check encrypted connections are actually working.

The mkimapdcert script can be used to create such test certificate. Just run it and you’re done. You can now test your IMAP server with any client: just make sure you tell it to accept your invalid certificate.

That’s all, you can now continue reading the official documentation from the “Installation” chapter on, which will work without modifications in Debian too.

After you have configured Courier basic settings, you may need a handy script to start, stop and gracefully restart Courier. Here’s mine /opt/courier/scripts/courier.sh:

#!/bin/bash

/opt/courier/authlib/sbin/authdaemond $1
/opt/courier/courier/sbin/courierfilter $1
/opt/courier/courier/sbin/courier $1
/opt/courier/courier/sbin/esmtpd $1
/opt/courier/courier/sbin/esmtpd-msa $1
/opt/courier/courier/sbin/imapd $1
/opt/courier/courier/sbin/pop3d $1
/opt/courier/courier/sbin/esmtpd-ssl $1
/opt/courier/courier/sbin/imapd-ssl $1
/opt/courier/courier/sbin/pop3d-ssl $1

Then I added a /etc/rc.local file containing

#!/bin/bash
/opt/courier/scripts/courier.sh start

So far so good. However if you reached this point, you’ll likely want to send emails too. Nowadays sending emails can be a tough job. Times when you could script telnet to forge a sender address and drop messages into random mailboxes are over. A default Courier setup is far better than that, but it does not include DKIM signatures. Please note, DKIM is not mandatory, but its adoption is rising and you might want to jump on that bandwagon too. So let’s install some packages required to compile and run zdkimfilter:

# apt-get install libopendkim-dev opendkim opendkim-tools libunistring-dev

Then we download and compile zdkimfilter. We need to tell configure where to find the courer-config binary and specify a fake courier version manually (the latter because of a bug in version 1.6 of zdkimfilter):

# su - couriermta
$ mkdir /opt/courier/sources/zdkimfilter/
$ cd /opt/courier/sources/zdkimfilter/
$ wget 'https://www.tana.it/sw/zdkimfilter/zdkimfilter-1.6.tar.gz'
$ tar xzf zdkimfilter-1.6.tar.gz
$ cd zdkimfilter-1.6/
$ ./configure --with-courier-version=60 --prefix=/opt/courier/zdkimfilter COURIER_CONFIG=/opt/courier/courier/bin/courier-config
$ make
$ su
# make install

All the rest is up to you and not documented here, e.g. adding SPF and DKIM DNS records, and DMARC policies as well. You can find extensive documentation about those out there on the internet. The same is true for zdkimfilter configuration too, but I like to share this last bit, which is a script I use to enable DKIM for a particular domain:

#!/bin/bash
#
# Simple script to create DKIM keys for Courier/zdkimfilter.
# Copyright © 2017 Lucio Crusca <lucio@sulweb.org>
# No warranty whatsoever. 
# This is PUBLIC DOMAIN code: you can use it for whatever you want, except for 
# holding me responsible for anything. If you choose to use this code, you agree
# to take full responsibility for your actions.
#
# End of legal nonsense

HEADEND=$(grep -n 'End of legal nonsense' "$0" | head -n 1 | cut -d':' -f1)
HEADEND=$(( ${HEADEND} - 1))
cat "$0" | head -n ${HEADEND} | tail -n $(( ${HEADEND} - 1 )) | sed -e 's/^#//'

DOMAIN="$1"
COURIERCONF=/opt/courier/courier/etc
KEYSDIR="${COURIERCONF}/filters/keys"

if [ "${DOMAIN}" == "" ] ; then
  echo "Please specify the domain for the new DKIM key, e.g.:"
  echo
  echo "$0 example.com"
  echo
  exit 1
fi

if ! [ -d "${KEYSDIR}" ] ; then
  echo "${KEYSDIR} is not a directory. Please edit $0 to match your Courier setup."
  exit 2
fi

NOW=$(date +%F+%T | sed -e 's/-//g' | sed -e 's/+//g' | sed -e 's/://g')
SELECTOR="${DOMAIN}${NOW}"

cd "${KEYSDIR}"
if [ -L ${DOMAIN} ] ; then
  echo "DKIM keys seem to already exist for ${DOMAIN}."
  echo "You may replace them if you want, further confirmation will be asked before actual replacement."
  echo -n "Do you want to proceed and create new keys (y/N)? "
  read REPLACE
  if [ "${REPLACE}" != "y" ] && [ "${REPLACE}" != 'Y' ] ; then
    echo "Nothing changed."
    exit 0
  fi
fi

opendkim-genkey -b 4096 -d "${DOMAIN}" -D "${KEYSDIR}" -s ${SELECTOR} -r nosubdomains -v
chmod 640 ${KEYSDIR}/${SELECTOR}.*
chown root.daemon ${KEYSDIR}/${SELECTOR}.*
echo "DKIM Keys created."
echo "Please add the following TXT record to ${DOMAIN} domain and let it propagate."
echo
cat ${SELECTOR}.txt | sed -e "s/^${DOMAIN}//" cat ${SELECTOR}.txt echo if [ "${REPLACE}" != "" ] ; then echo "Since you have choosen to replace the current DKIM keys, you need to decide when the new keys will be activated." echo "By now your system is still using the current keys to sign messages." while [ "${ACTIVATENOW}" != "NOW" ] ; do echo -n "Please type NOW (uppercase) followed by Return to replace the current keys with the new ones: " read ACTIVATENOW if [ "${ACTIVATENOW}" != "" ] && [ "${ACTIVATENOW}" != "NOW" ] ; then echo "You need to type NOW. You may also hit Ctrl+C to break the script and handle the activation manually." fi done rm -f "${DOMAIN}" fi ln -s "${SELECTOR}.private" "${DOMAIN}"

Adorazione, venerazione e confusione.

Oggi mi va di parlare di religione. Per chi non lo sapesse, sono cattolico, di quei cattolici che se ne vedono pochi. Cosa significa? Prima di tutto, significa che vado regolarmente a messa e già questo basterebbe a ridurre drasticamente il numero dei cattolici simili a me. Tuttavia c’è altro che fa di me un cattolico di nicchia, di minoranza, quindi ve ne dico un’altra: leggo la bibbia.

Scommetto che a questo punto siate convinti che di cattolici così in effetti ce ne siano pochi, ma in realtà vi sbagliate. Sì, la percentuale è bassa, ma il valore assoluto, ovvero il numero effettivo di cattolici che vanno a messa e leggono la bibbia, è sufficientemente alto da riuscire a trovarne sempre alcuni in tutte le parrocchie, piccole o grandi che siano, anche a prescindere da sacerdoti e diaconi. Io stesso conosco almeno altre quattro persone nella mia parrocchia che, come me, vanno regolarmente a messa e leggono regolarmente la bibbia. Si tenga conto che io vivo in una parrocchia di circa 4000 abitanti e non li conosco certo tutti.

C’è dunque ancora altro che mi rende un cattolico atipico. Suono la chitarra in chiesa. Ok, questa non vale, suonare la chitarra non è una caratteristica legata alla propria fede e se dovessimo elencare tutte le caratteristiche che mi contraddistinguono, ma che nulla hanno a che vedere con la religione, ovviamente finirei per essere l’unico. In fondo di Lucio Crusca ce n’è uno solo, indipendentemente dal fatto che sia cattolico oppure no. Tuttavia l’ho citata per far capire il tipo di cattolico che mi piace essere. Mi piace essere attivo nella mia comunità e fare qualcosa per sentirmi parte della comunità. Così in effetti il cerchio si stringe ulteriormente.

Sto scrivendo questa roba per far notare a tutti quanto sono bravo? Ovviamente no, anzi, proprio il contrario. Quello che mi rende atipico è il fatto che, pur vivendo da cattolico impegnato, sono fortemente critico nei confronti della Chiesa Cattolica Romana. Forse critico al punto da meritare la scomunica. E non intendo dire che accuso la Chiesa per le crociate o per i preti pedofili. Quelli sono errori umani, deprecabili quanto volete, ma non intaccano le basi teologiche su cui la Chiesa si fonda.
Io credo che la Chiesa sbagli fondamentalmente nell’interpretazione della scrittura. In realtà io non dico nulla di nuovo, quasi tutto ciò che dico sono cose che altri prima di me hanno già detto ed il resto (poco) che aggiungo io non è supportato da studi di teologia che purtroppo mi mancano.

Il punto però è che quelle stesse critiche, mosse da chi come me è dentro la Chiesa e la vive, hanno una valenza diversa. Si potrebbe pensare che io sia attivo nella mia comunità solo per guadagnarmi il diritto di criticare la Chiesa da dentro. Non è così. Io sono attivo nella mia comunità per una ragione ben precisa e diversa: ritengo che la proposta educativa e di stile di vita, di regole di convivenza, della Chiesa Cattolica Romana sia la migliore che abbiamo a disposizione qui in Italia. Al netto delle elucubrazioni teologiche, di cui parlerò dopo, resta il fatto che le comunità parrocchiali sono ambienti accoglienti, positivi ed in ultima analisi irrinunciabili per poter essere il sale della terra. Senza nulla togliere alle comunità di altre Chiese non cattoliche, che conosco poco, ma che, probabilmente, sono altrettanto valide, resta il fatto che il territorio in cui vivo è un territorio prevalentemente cattolico. Avrei l’alternativa della Chiesa Valdese, ma anche in quel caso avrei delle critiche da muovere non di poco conto, quindi tanto vale giocarsela qui, nella Chiesa Cattolica Romana, dove il Signore mi ha messo.

Chiarito che sono cattolico, perché mi piace vivere da cattolico e non il contrario, passiamo a quel che invece non mi piace. Non mi piace studiare a memoria, io devo capire quel che leggo. Se non lo capisco, insisto fino a quando qualcuno non me lo spiega. E se nessuno me lo spiega, cerco io la spiegazione da solo e non mi do pace fino a quando non la trovo. Partiamo dagli undici comandamenti (che poi forse sono dodici o tredici, ma di certo non solo dieci):

  1. Il Signore Dio nostro è l’unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza
  2. Amerai il prossimo tuo come te stesso
  3. Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione di schiavitù. Non avere altri dèi di fronte a me.
  4. Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. […]
  5. Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano.
  6. Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio […]
  7. Onora tuo padre e tua madre […]
  8. Non uccidere.
  9. Non commettere adulterio.
  10. Non rubare.
  11. Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
  12. Non desiderare la casa del tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo

Ho numerato il primo comandamento che ho elencato con -1 per poter essere in cima alla lista e poter mantenere per gli altri la loro numerazione classica. Per lo stesso motivo il secondo è numerato con il numero zero. Questi due ce li ha dati Gesù quando gli è stato chiesto quale fosse il comandamento più importante, per cui li ho voluti mettere in cima alla lista. Ciò ovviamente non significa che io creda che gli altri dieci siano in ordine di importanza, in quanto sono tutti ugualmente importanti.

Faccio notare, a scanso di equivoci, che questi comandamenti li ho copiati tali e quali da Mc 12, 29-31 ed Esodo 20, 2-17, dalla Bibbia di Gerusalemme, edita dalla EDB, che è una delle maggiori case editrici cattoliche italiane, quindi non è che io abbia usato traduzioni non approvate o cose simili. Ho solo tralasciato alcune parti, dove ho messo […], in quanto non fanno cambiare il senso dei comandamenti, né di questo mio discorso.

Iniziamo col dire che tradizionalmente si parla di dieci comandamenti, ma se si contano anche i due dati da Gesù, diventano dodici. Tuttavia il primo dato da Gesù ed il primo riportato da Mosè sono abbastanza simili fra loro. Di certo quello dato da Gesù pone l’accento sull’amore per Dio, aspetto assente nel primo comandamento del decalogo, ma per il resto coincidono, quindi potremmo, di due, farne uno e considerare solo quello dato da Gesù. La Chiesa Cattolica Romana, da Sant’Agostino (IV secolo d.C.) in avanti, suddivide poi l’ultimo in due separati, ovvero “Non desiderare la donna d’altri” e “Non desiderare la roba d’altri”. Così potremmo dire che invece di dodici, siano tredici, o, invece di undici, dodici. Si può però anche pensare che il secondo ed il terzo comandamento del decalogo siano efficacemente riassunti dal primo comandamento di Gesù.

Pare che la Chiesa Cattolica infatti consideri il secondo del decalogo, ma solo quello, efficacemente espresso altrove, tanto che di fatto stralcia il secondo comandamento del decalogo dal catechismo (se ben vi ricordate, quel secondo comandamento a catechismo non ce l’hanno mai insegnato).

Infine il secondo comandamento di Gesù permea, riassume e valorizza quelli dal terzo al decimo del decalogo, rendendoli quasi inutili, se non per dettagliare esempi di come mettere in pratica quel secondo comandamento di Gesù, cioè l’amore per il prossimo. È importante conoscerlo, ma ai fini pratici, è ridondante e non ci dice esplicitamente cosa fare, quindi non lo si studia come facente parte di quell’elenco, che è un po’ la lista dei promemoria del buon cristiano.

Ora entriamo nel nocciolo della questione, ovvero quel secondo comandamento eliminato dal catechismo. Ripeto, come molti di voi già sanno, non sono cose che dico io per primo, sto solo cercando di farne un riassunto per esprimere il mio pensiero, che verrà dopo. Quel secondo comandamento dice che non dobbiamo farci idoli, cioè immagini di cose nel cielo o sulla terra o sotto terra e non dobbiamo prostrarci davanti a quelle immagini (tanto che le abbiamo fatte noi, quanto che ce le troviamo davanti fatte da qualcun altro, altrimenti non si spiegherebbe a cosa potremmo prostrarci, non avendole create noi in prima battuta). In qualche modo la Chiesa qui potrebbe essere in contraddizione. Chiaramente le immagini di ciò che è in cielo e sulla terra la Chiesa se le fa eccome, ma non credo che ciò rappresenti il vero problema. Il senso del comandamento è spronare il fedele a credere solo in Dio, a non farsi altri idoli o falsi dei, e, perfettamente in linea con lo stile narrativo del resto del decalogo, anche questo comandamento elenca una serie di cose pratiche da fare e da evitare. La cosa importante è però capire il significato di questo secondo comandamento. Ovviamente non parla solo di quadri e vitelli d’oro. Quelli sono esempi e sono oggetti inanimati. Il problema non è possedere quegli oggetti, ma, eventualmente, l’uso che si fa di tali oggetti. Al tempo di Mosè il gioco del calcio ancora non esisteva, ma questo sport, anche se è arrivato dopo, è cosa buona. Tuttavia vivere in funzione della partita di calcio della domenica fa diventare il calcio un idolo. Giocare a calcio per socializzare, per divertirsi, per restare in salute, per crescere assieme e senza dimenticare Dio è cosa buona, ma esiste una scala di valori e Dio è al primo posto. E così via.

Dire però che “la Chiesa” ha fatto qualcosa è un po’ generico. Chi esattamente ha dato origine a questa suddivisione dei dieci comandamenti usata nell’attuale catechismo, dove il secondo comandamento non c’è più? Ovviamente sempre Sant’Agostino, che, avendo suddiviso l’ultimo in due, doveva far quadrare i conti e unificarne altri due in uno solo, per raggiungere il totale di dieci. O, se preferite, ha prima deciso di accorpare il secondo nel primo e poi suddiviso l’ultimo in due per la quadratura. Per quale motivo lo ha fatto? Non sarebbe stato più semplice lasciare tutto così com’era? Difficile dirlo: storicamente sappiamo che Sant’Agostino non era particolarmente affezionato alla lingua greca e quindi probabilmente leggeva la Bibbia in una sua traduzione latina. Da lì ad interpretare il testo in modo forse non propriamente fedele all’originale il passo potrebbe essere breve, anche se involontario.

Il problema quindi non è che la Chiesa abbia eliminato questo secondo comandamento, ritenendo (magari anche a ragione) il primo abbastanza chiaro da non lasciare dubbi. Il problema è che, nell’eliminare questo secondo comandamento dal catechismo, pare abbia dimenticato che in realtà sulla Bibbia esiste ed ha un significato più ampio. Vediamo il perché, con il solito discorso, ormai trito e ritrito, dell’adorazione di Gesù e della venerazione di Maria e dei santi. Adorare e venerare corrispondono a cose diverse, o almeno questo è quello che la Chiesa sostiene. Secondo il Treccani sono sinonimi, ma io, anche volendo difendere la posizione cattolica, non posso entrare nel merito della differenza del significato dei due termini, perché, per quanto io legga vari testi che lo descrivono, io non riesco a capirlo. Attenzione però, non è che io sia completamente stupido e non capisca la differenza filosofica fra i due termini. Quello che non capisco è in che modo, in pratica, siano differenti. La religione cristiana è molto concreta, ci parla della vita di tutti i giorni, ci dice esattamente cosa fare e non fare, ci parla addirittura di sessualità nel matrimonio, nonostante i preti siano chiamati al celibato ed all’astinenza. Se dunque per adorare devo prostrarmi e pregare, cosa devo fare (o non dovrei fare) per venerare?

Non ho la risposta ufficiale, ma, essendo io un cattolico attivo nella mia comunità, so cosa si fa, in pratica, quando ci si trova a venerare Maria. Ci si prostra e la si prega. La si prega di intercedere. La si prega di donarci il Signore Dio, frutto del suo seno. Nella realtà dei fatti, al netto delle sfaccettature dei possibili significati teologici del verbo “venerare”, la si adora allo stesso identico modo di Dio stesso. Non si rispetta quindi il secondo comandamento del decalogo, che non compare nel catechismo della Chiesa Cattolica. Quand’anche la venerazione fosse praticamente diversa dall’adorazione, non vedo in che modo potrebbe essere ammessa dal secondo comandamento del decalogo. Si consideri poi che, nel caso di Maria, non si parla di “semplice” venerazione (le virgolette sono d’obbligo) come per gli altri santi, ma di ipervenerazione, che è una sfaccettatura ancora meno distinguibile, all’atto pratico, che si pone un po’ più su della venerazione. Infatti Maria è detta santissima e senza peccato, nemmeno il peccato originale. Fra le feste di precetto, durante l’anno, abbiamo ben tre appuntamenti completamente dedicati a Maria:

  1. 1 gennaio, Maria Santissima Madre di Dio
  2. 15 Agosto, assunzione di Maria in cielo
  3. 8 Dicembre, Immacolata Concezione

Cosa si festeggi a capodanno, dal punto di vista teologico, mi sfugge. Al momento non ho basi teologiche sufficienti a capire il significato della festa. Voglio dire, Dio si è fatto uomo e nel farlo doveva per forza nascere da una donna, altrimenti non sarebbe stato uomo come tutti noi. La cosa straordinaria qui è che Dio si sia fatto uomo, non che sia nato da una donna. Ciò nonostante la festa è dedicata a Maria, invece che a Dio fatto uomo. Dio fatto uomo, ovvero il concepimento verginale di Gesù, detto anche Annunciazione, ricorre il 25 marzo, ma non è una solennità di precetto e se cade in quaresima, di domenica, la si rimanda (pare che la penitenza sia più importante), tanto per essere sicuri che quasi nessuno sappia di tale festa.

Il 15 Agosto ricorre l’assunzione di Maria in cielo, anima e corpo. Secondo la Chiesa nessun altro santo o martire cristiano è stato assunto in cielo anima e corpo, solo Maria. L’unica altra persona a salire in cielo anima e corpo è stato Gesù, ovvero Dio stesso. Tuttavia la Chiesa non adora Maria come si fa solo con Dio, la venera solamente. A difesa della Chiesa Cattolica, va detto che in realtà l’assunzione di Maria in cielo non è negata dalla maggioranza delle altre chiese, protestanti a parte, anche se poi solo per i cattolici è un dogma. E va anche detto che l’assunzione di Maria anima e corpo è diretta conseguenza logica dell’Immacolata Concezione. Nella Bibbia, però, nulla si dice a riguardo dell’assunzione di Maria in cielo anima e corpo e in realtà nulla si dice neppure dell’Immacolata Concezione. Abbiamo quindi le stesse prove che sia andata realmente così, come quelle a sostegno della teiera di Russell, che potrebbe essere veramente là, in orbita, fra Terra e Marte, da qualche parte, tranne che nessuno l’ha mai vista. Si noti che il dogma di Maria assunta in cielo anima e corpo esiste solo a partire dal 1950. E solo grazie ad un altro dogma, cioè l’infallibilità papale, su cui, se non l’ho già fatto, prima o poi scriverò un’altra digressione.

Infine (dal punto di vista del calendario) l’8 Dicembre è la solennità dell’Immacolata Concezione. Non è da confondere con il concepimento verginale, a cui accennavo prima. Questo dogma ci dice che Maria è stata preservata dal peccato originale fin dal momento del suo concepimento (non verginale, in quanto trattasi di normale concepimento avvenuto fra Anna e Gioacchino, genitori di Maria e nonni di Gesù). Come accennato sopra, la Bibbia non ne parla, ma la Chiesa Cattolica ne ha fatto un dogma, naturalmente stando ben attenta a non adorare Maria, ma solo a venerarla.

Si noti che il dogma dell’Immacolata Concezione, così come tutti gli altri dogmi, non sono delle nuove verità di fede calate dall’alto, ma sono solo il riconoscimento ufficiale di verità di fede preesistenti nella Chiesa, per tradizione. E da dove inizia questa tradizione mariana? Stando agli scritti pervenutici, alcuni accenni ci sono fin dagli inizi del II secolo d.C., ma il primo ad influenzare in modo decisivo la tradizione con un culto marcatamente mariano (anche se probabilmente giustificato dalla sua propaganda anti manicheismo) è stato sempre lui, Sant’Agostino, che a questo punto sembra essere il fil rouge di tutti i miei dubbi.

Sant’Agostino non ha vissuto sempre da santo. Inizialmente era uno scavezzacollo dissoluto, una specie di teppista dei tempi antichi che se la spassava con i compagni di scuola mentre studiava a Cartagine. In seguito divenne seguace dei manichei, alla ricerca dei segreti della natura, tipo capire il perché le stelle si muovessero. Quando realizzò che neppure i manichei conoscevano i segreti della natura, disilluso, si convertì al cristianesimo, guidato da sua mamma (Santa Monica). Un fatto documentato della sua vita ci dice che era un vero cristiano e che merita sicuramente un riconoscimento da parte nostra: vendette tutti i suoi averi e donò il ricavato ai poveri, per poi andare lui stesso a vivere in povertà. Come già accennato, però, non era particolarmente attratto dalla lingua greca, nonostante l’avesse studiata. Questo, unito alla sua ricerca dei segreti della natura, ci suggerisce una predisposizione alla filosofia ed alle scienze, ma non una particolare predisposizione alla storiografia. Probabilmente leggeva solo testi in latino, sua madrelingua. Fra questi testi poteva esserci probabilmente anche qualche vangelo apocrifo, che, agli occhi del buon Agostino, poteva sembrare storicamente affidabile. Come per esempio il protovangelo di Giacomo, che si basa forse su tradizione orale o forse su notizie completamente inventate, ed è stato scritto almeno un secolo dopo la morte di Gesù e di Maria: riporta notizie sui genitori di Maria, quindi relative a fatti ancora antecedenti la nascita di Maria stessa. Un po’ come se oggi io mi mettessi a scrivere la vita di un mio trisavolo che non ho conosciuto, che 150 anni fa ha fatto qualcosa, basandomi sui racconti di mia mamma, che li ha sentiti da mia nonna, che a sua volta apprese le notizie da suo papà, che era il testimone diretto della vita di tale trisavolo, suo ulteriore padre. E tutto ciò nella migliore delle ipotesi.

Tutto questo ovviamente non ci dice nulla di preciso su Sant’Agostino, ma ci aiuta a capire il contesto in cui è nata la tradizione mariana nella Chiesa Cattolica e ci aiuta a capire anche perché i protestanti la rifiutino.

Ed ora il mio pensiero, che avevo promesso alcuni paragrafi addietro. Per quale motivo suono la chitarra a messa? Con tutti questi dubbi (e a dire il vero qui ne ho esposti solo alcuni), come posso coerentemente suonare un “Salve Regina”?

Vedete questi sono dubbi, per l’appunto, non risposte. Io non sono sicuro che la Chiesa sbagli e che quel che penso io sia la cosa giusta. Espongo i miei dubbi, perché forse così qualcuno un giorno mi darà le risposte. Nel frattempo la vita da cristiano cattolico è la migliore che ho a disposizione. Appuntamenti fissi per socializzare, per sentire una spiegazione delle scritture (prete permettendo) e per imparare ad essere tolleranti. Ambienti accoglienti per me e per i miei figli. Persone che non ti giudicano se dici che speri in Dio. Persone che ti fanno sentire parte di una comunità. Tutto questo, dove altro lo trovate, per di più gratis? La Chiesa Cattolica è divisa in due realtà: quella pratica delle parrocchie e quella teorica dei circoli teologici. Indipendentemente da eventuali vizi nell’interpretazione delle scritture, la parte pratica, cioè il risultato finale, è quella che per me vale di più.

Vista sul paradiso

La luce ti richiama,
la vedi in fondo al tunnel
e sai che lei ti ama
a volte, in quel motel.

Decidi di partire,
ché questa è la tua ora.
“È semplice morire
e’l mondo non peggiora”.

Dall’alto vedi tutto
si fan gli affari loro.
Il chirurgo tiene un rutto
per semplice decoro.

“Alcun mi ha mai amato?”
Osservi i tuoi parenti.
Già san che sei andato,
ma pianti non ne senti.

“O forse la mia mamma
mi aspetta in paradiso”.
Guardi ancora il cardiogramma
tanto piatto che ti ha ucciso.

Un dubbio ti attanaglia
e non sei molto felice:
«Don Mauro qui si sbaglia
in tutto quel che dice!»

«Osanna alto in cielo
e pace in terra a loro…»
«…ma d’angeli in un velo
qui manca pure il coro!»

«Che sia il purgatorio?
Non son stato perfetto.»
Uno strillo perentorio
ti toglie ogni sospetto.

Tua madre sta a gridare
con urla fastidiose:
«Come hai fatto a combinare
cotante brutte cose?»

Il purgatorio no,
si trova troppo in alto.
«Più in basso finirò
per colpa dell’appalto».

Il crimine non paga
e l’onestà neppure,
ma disse un dì una maga
«Vivrai senza paure».

La vita dissoluta
fu la tua interpretazione
e tua moglie, compiaciuta,
non troncò la relazione.

«Ah mia cara, tu almeno
porterai il mio ricordo»
ma sospetti, nondimeno,
d’esser stato troppo ingordo.

«Forse è meglio se controllo
cosa fa la mia metà»
e così allunghi il collo
per guardar dall’aldilà.

Tua moglie pensa a tutto,
non riposa e non è stanca:
non veste ancora a lutto,
ma è già passata in banca!

Nobody Oracle

Now this is for real nerds only. And you need to know a bit of good music in order to understand the wit. Only less than 1% of people understand all the references in this song, but there’s a walkthrough for others at the end…

Music by Roger Waters (Pink Floyd)
Lyrics by me

I’ve got a linux black box with my programs in it
Got a bash, using twofish and a login
When I’m a good OP they sometimes throw me a like in.

I got elastic cloud keepin’ my sites on
Got those stolen source codes
I got thirteen panels that sit on the display to choose from
I’ve got unending nights
And I’ve got petabytes
I got amazing powers of the super cow
And that is how I know
When I try to get through
On the terminal to UEK
There’ll be no files in /home

I’ve got directory rwx perm.
And the inevitable enroll forms
All down the front of my favorite satin shirt.
I’ve got caffeine stains on my teeth.
I’ve got a mining pool and blockchain.
Got a grand keyboard to prop up Oracle remains.

I’ve got wild staring eyes
And I’ve got a strong urge to fry
’cause I got no heatsink on the CPU
Ooh…racle when I pick up the logs
there’s still no files in /home


Walkthrough (WARNING! Spoilers ahead!) :

I’ve got a linux black box with my programs in it
Got a bash, using twofish and a login
When I’m a good OP they sometimes throw me a like in.

I got elastic cloud keepin’ my sites on
Got those stolen source codes
I got thirteen panels that sit on the display to choose from
I’ve got unending nights
And I’ve got petabytes
I got amazing powers of the super cow
And that is how I know
When I try to get through
On the terminal to UEK
There’ll be no files in /home/…

I’ve got directory rwx perm.
And the inevitable enroll forms
All down the front of my favorite satin shirt.
I’ve got caffeine stains on my teeth.
I’ve got a mining pool and blockchain.
Got a grand keyboard to prop up Oracle remains.

I’ve got wild staring eyes
And I’ve got a strong urge to fry
’cause I got no heatsink on the CPU
Ooh…racle when I pick up the logs
there’s still no files in /home/…

Pillole di tolleranza

  • Un credente dice ad un ateo: «Uno di noi due ha ragione. L’altro finirà all’inferno.»
  • Un ateo dice ad un credente: «Uno di noi due ha ragione. Sono io.»
  • Un cattolico dice ad un protestante: «La chiesa cattolica è universale, devi capirlo per poterne far parte.»
  • Un protestante dice ad un ateo: «…ma vogliamo parlare dei cattolici?»
  • Un cattolico dice ad un altro cattolico: «Bisogna fare qualcosa perché la Chiesa si rinnovi». L’altro risponde: «Giusto, dobbiamo iniziare a frequentarla…»
  • Un protestante dice ad un altro protestante: «Pensa che la scuola pubblica in Italia esiste grazie a noi». L’altro risponde: «Sì, nessuno è perfetto…»
  • Un ateo dice ad un altro ateo: «Preghiamo Chuck Norris»

E poi si lamentano

Premessa: mi piacerebbe esistessero vaccini senza controindicazioni, ma non esistono e io sono quindi favorevole alle vaccinazioni, perché il rapporto rischio/beneficio è migliore che stare senza vaccino. Sono però contrario al fatto che siano obbligatorie.

Altra premessa: NON sono favorevole a qualsiasi vaccino, ma solo a quelli per le malattie più pericolose; ritengo comunque che ognuno sia libero di spararsi nelle vene qualsiasi cosa desideri, a sue spese, anche pecuniarie, compresi i vaccini per l’influenza dei coccodrilli della Tasmania. Basta che non obblighino me.

Ulteriore premessa: i miei figli sono tutti vaccinati da prima che fosse obbligatorio, tranne mia figlia più grande, che non ha fatto il richiamo del morbillo, in quanto da piccola ha avuto una reazione allergica ad una molecola presente nel vaccino del morbillo.

Ultima premessa: di shock anafilattico si può morire e la scelta di non fare a suo tempo il richiamo è stata del medico presso l’ambulatorio, non mia che sono ignorante in materia.

Fatte queste premesse, passo a raccontare la mia storia di oggi. Su indicazione della pediatra, visto il recente obbligo di vaccinazione e visto che mia figlia non ha il richiamo del morbillo, mi presento senza appuntamento all’ambulatorio di Pomaretto, dove somministrano le vaccinazioni, per chiedere informazioni su come muovermi riguardo alla vaccinazione di richiamo per mia figlia, ora obbligatoria.

Trovo un cretino medico che, prima ancora di sapere come mai fossi lì, notando che non avevo figli al seguito, mi apostrofa con un «qui non diamo informazioni, non abbiamo tempo, siamo qui per fare vaccini».

Gli faccio notare che sono lì su indicazione della pediatra ed il demente medico mi risponde che la pediatra non può mandarmi lì a chiedere informazioni, come se di questo la colpa fosse mia.

Prima di essere buttato fuori dalla stanza, lo interrompo e dico “mia figlia potrebbe essere allergica”. A quel punto il mentecatto medico deve aver capito che la situazione meritava almeno attenzione scientifica, se non un minimo di buona educazione che a quanto pare, una volta laureati in medicina, diventa opzionale.

Si convince quindi a darmi quelle poche informazioni che avrebbe potuto darmi gentilmente fin dall’inizio, sprecando meno del suo prezioso tempo, ovvero “telefoni a Pinerolo a questo numero e chieda di me”.

Inutile dire che a Pinerolo ho certamente telefonato, ma mi sono ben guardato dal chiedere di lui.

Ora però una domanda mi sorge spontanea: perché sto facendo tutto questo? Perché qualche mente illuminata ha pensato bene di istituire l’obbligo a determinate vaccinazioni, ma io stavo bene anche prima. In particolare stavo meglio questa mattina fino alle 9, prima che un coglione medico mi trattasse a pesci in faccia solo perché cerco di salvaguardare la salute, e la vita, di mia figlia.

Andare da un medico, per qualsivoglia ragione, dovrebbe essere un’esperienza umana addirittura più piacevole che andare da un prete, perché il medico, oltre ad essere lì per salvarti, non ti dice che ti salva solo se la pensi come lui. Fa quel che può per salvarti e basta, senza se e senza ma.

Sarei così tanto nel torto se mandassi a cagare tutti quanti e decidessi che se vogliono la documentazione del perché mia figlia non ha il richiamo del morbillo, hanno solo da venirsela a prendere?

E poi si lamentano se c’è gente che non vuole fare i vaccini…

P.S. scriverei volentieri anche il nome e cognome del deficiente medico, ma non ho voglia di affrontare una citazione per diffamazione, visto che la meritata diffamazione sarebbe esattamente il mio obiettivo in questo caso, ma sarebbe la mia parola contro la sua e sono convinto che tale microcefalo medico non ci penserebbe due volte.

Gofri al gorgonzola

Durante la festa di fine anno catechistico di alcuni anni fa, ebbi un’ispirazione “artistica”. Il canto “Servo per amore” mi era rimasto in testa:

Intanto, la festa con i gofri faceva da sottofondo. Ho sempre avuto grande stima per Pierpaolo, per il suo impegno di catechista, e credo che lui lo sappia, quindi era l’obiettivo perfetto per un amichevole scherzo.

Scrissi il testo da sovrapporre alle note di “Servo per amore” praticamente di getto, ma ci volle un ulteriore anno prima di potergliela cantare alla festa dell’anno successivo.

Ecco quindi a voi, riproposta nel giorno della festa di fine anno catechistico, l’opera in tutto il suo splendore.

Gofri al gorgonzola

(sulle note di Servo per amore)

Una coda di due ore
all'oratorio per mangiare
dovresti fare ma manca già
il rosso nelle botti vuote.
Ed il gofri che ti chiama
un altro poco ti sazierà
e sulle rime di 'sta canzone
altri gofri chiederai

  Gofri, la vita tua,
  come Pierpaolo ai piedi del bancone
  chiederai gofri alla pancetta
  gofri alla nutella
  gofri e gorgo per l'eternità.

Aspettavi nel silenzio
il tuo turno per i gofri
e la cassetta davanti a te
serve a metterci l'offerta.
Ora il cuore tuo è in festa
perché il tuo gofri biondeggia ormai
l'hai ordinato al gorgonzola
ma è finito e non lo sai...

  Gofri, la vita tua,
  come Pierpaolo ai piedi del bancone
  chiederai gofri alla pancetta
  gofri alla nutella
  gofri e gorgo per l'eternità.