Considerazioni da chi la pensa diversamente

Faccio alcune noiose, ma necessarie, premesse.

Una volta, da giovane, sentii dire da un prete che il cristiano non si ferma, ma è in continua ricerca della verità, in continua ricerca di Dio. Da allora mi sono sempre sentito legittimato a mettere in dubbio le mie convinzioni (e di conseguenza quelle degli altri) per il piacere di sapere, di scoprire e di fare un passo in più in questa ricerca della verità e di Dio: non so se il prete intendesse proprio questo, ma questa interpretazione a me calzava a pennello.

Come sapete mi piace fare l’avvocato del diavolo, ma lo faccio sempre e solo per scoprire il perché delle cose, per darmi una spiegazione a ciò che non so spiegare, non per il gusto di infastidire gli altri. Spero con questo di non infastidire nessuno, sappiate che non ho cattive intenzioni, cerco solo di capire da che parte sta la verità.

Una cosa che mi mette sempre in discussione è il fatto che, allo stesso modo in cui io cerco di capire, senza avere cattive intenzioni, anche tutto il resto del mondo cerca di capire. Lo fanno in buona fede i cattolici (di cui faccio orgogliosamente parte) e lo fanno in buona fede i protestanti. A loro modo forse un po’ invadente, ma lo fanno in buona fede anche i testimoni di Geova e tutti gli appartenenti ad altre religioni, financo gli atei e gli agnostici. Lo fanno in buona fede anche i cattolici che la pensano al 100% da cattolici. Allo stesso modo in cui io credo nelle mie convinzioni, allo stesso modo in cui io penso di aver raggiunto conclusioni sensate ed allo stesso modo in cui io penso di essere nel giusto, così anche i protestanti, i testimoni di Geova, gli atei pensano di essere nel giusto. Gli stessi cattolici più aderenti alla dottrina romana pensano sinceramente di essere nel giusto. Peccato che molti punti dei rispettivi pensieri siano diametralmente opposti fra loro ed inconciliabili, per cui qualcuno di noi sbaglia per forza. Chi lo dice che a sbagliare non potrei essere io? In fondo tutti gli altri pensano in buona fede di essere nel giusto esattamente come me, quindi non c’è nulla che conferisca alle mie convinzioni maggiori probabilità di corrispondere alla realtà.

Fatte queste premesse, incollo qui sotto il contenuto di una pagina trovata in giro per internet, scritta da un gruppo di credenti di varie provenienze, ma non cattolici. Stranamente, io sono cattolico, ma mi trovo d’accordo con quanto scritto da questi protestanti. Ancor più stranamente, partecipo periodicamente agli incontri locali dell’ADMA, e mi piace parteciparvi. Non sento mia il tipo di preghiera che si fa in quegli incontri, ma sento molto mia la comunità cristiana che mi accoglie e mi permette di partecipare a quegli incontri. È soprattutto per loro che ho scritto questo post, perché sono cose su cui ho tentato di chiedere lumi a loro, sono punti di vista che sento miei, ma non ho le basi teologiche per poterli esprimere, per sostenere la dialettica. Alla prima risposta che mi danno mi rendo conto di non avere nulla da ribattere, ma, cionondimeno, la risposta che mi danno non risponde ai miei perché.

Questa pagina esprime bene il mio punto di vista, perché non parla di teologia e filosofia, ma di pratica, anche se forse tende ad essere un po’ troppo critica nei confronti dei cattolici, da una parte perché fa di tutte l’erbe un fascio, dall’altra perché alla fine anche noi siamo persone con i nostri dubbi e le nostre debolezze, non siamo così arroccati e scontrosi come sembra descriverci l’autore o, almeno, io non lo sono e conosco altri cattolici che non lo sono. Il punto comunque non è chi ha ragione e chi no, ma è trovare assieme la verità o, quantomeno, cercare di avvicinarcisi il più possibile.

Cari amici dell’ADMA, io sono qui a chiedervi di spiegarmi il vostro punto di vista, che, a dire il vero, dovrebbe essere anche il mio, ma come sapete, per ora non è. Vi chiederei però, nel leggere le righe qui sotto, di non dare per scontato di essere per forza voi dalla parte del giusto, ma di mettervi in discussione, così come sto facendo io, che sono arrivato a pormi queste domande, proprio perché negli anni mi sono messo in discussione. Se, nonostante la buona volontà di confronto e di mettersi in discussione, sentite di avere le risposte giuste da darmi, vi prego di darmele, sarò ben felice di cercare di capirle per poterle fare mie in futuro.

Domanda: “L’adorazione dei santi o di Maria è biblica?”

Risposta: La Bibbia è assolutamente chiara sul fatto che dobbiamo adorare soltanto Dio. Nella Bibbia, gli unici esempi di qualcun altro che non sia Dio a ricevere adorazione sono i falsi dèi, che sono Satana e i suoi demòni. Tutti i seguaci del Signore Iddio rifiutano l’adorazione. Pietro e gli apostoli rifiutarono di essere adorati (Atti 10:25-26; 14:13-14). Gli angeli santi rifiutano di essere adorati (Apocalisse 19:10; 22:9). La risposta è sempre la stessa: “Adora Dio!”.

I cattolici romani tentano di “aggirare” questi chiari princìpi scritturali affermando che essi non “adorano” Maria o i santi, ma piuttosto che li “venerano” soltanto. Utilizzare una parola diversa non cambia l’essenza di ciò che si fa. Una definizione di “venerare” è “guardare con rispetto o riverenza”. Mai nella Bibbia ci viene detto di riverire qualcun altro che non sia soltanto Dio. Non c’è nulla di sbagliato nel rispettare quei cristiani fedeli che ci hanno preceduti (cfr. Ebrei 11). Non c’è niente di sbagliato nell’onorare Maria come madre terrena di Gesù. La Bibbia descrive Maria come “grandemente favorita” da Dio (Luca 1:28, ND). Allo stesso tempo, non c’è alcun insegnamento nella Bibbia di riverire quanti sono andati in cielo. Dobbiamo certamente seguirne l’esempio, ma non adorarli, riverirli o venerarli!

Quando sono costretti ad ammettere che essi, in realtà, adorano Maria, i cattolici affermano che essi adorano Dio attraverso di lei, lodando la creatura meravigliosa che Egli ha fatta. Maria, secondo loro, è la creatura più bella e meravigliosa di Dio e, lodandola, essi ne stanno lodando il Creatore. Per i cattolici, questo è analogo al rivolgere lodi a un artista lodandone la scultura o il dipinto. Il problema di questo è che Dio comanda esplicitamente di non adorarLo attraverso cose create. Noi non dobbiamo prostrarci e adorare alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra (Esodo 20:4-5). Romani 1:25 non potrebbe essere più chiaro: “Essi, che hanno mutato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen”. Certo, Dio ha creato cose meravigliose e sorprendenti. Certo, Maria fu una donna santa che merita il nostro rispetto. No, noi non dobbiamo assolutamente adorare Dio “indirettamente” lodando cose (o persone) che Egli ha create. Far questo è apertamente idolatrico.

Il modo principale in cui i cattolici “venerano” Maria e i santi è pregandoli. Come mostra l’articolo successivo, pregare chiunque altro che non sia soltanto Dio è antibiblico: pregare i santi e Maria. Sia che Maria e/o i santi siano pregati sia che se ne chiedano le preghiere, nessuna di queste due pratiche è biblica. Pregare è un atto di adorazione. Quando preghiamo Dio, stiamo ammettendo che abbiamo bisogno del Suo aiuto. Rivolgere le nostre preghiere a qualcun altro che non sia Dio significa derubarLo della gloria che spetta soltanto a Lui.

Un altro modo in cui i cattolici “venerano” Maria e i santi è facendone statue e immagini. Molti cattolici usano le immagini di Maria e/o dei santi come “portafortuna”. Qualunque lettura veloce della Bibbia rivelerà che questa pratica è apertamente idolatrica (Esodo 20:4-6; 1 Corinzi 12:12; 1 Giovanni 5:21). Sfregare i grani del rosario è idolatrico. Accendere candele davanti a una statua o a un ritratto di un santo è idolatrico. Sotterrare un’immagine di san Giuseppe nella speranza di vendere la casa (e innumerevoli altre pratiche cattoliche) è idolatrico.

Il problema non sta nella terminologia. Che la pratica sia descritta come “adorazione” o “venerazione” o con qualunque altro termine, il problema non cambia. Ogniqualvolta attribuiamo qualcosa che appartiene a Dio a qualcun altro, questa è idolatria. La Bibbia non c’insegna mai a riverire, pregare, affidarci o “idoleggiare” nessun altro che Dio. Dobbiamo adorare soltanto Dio. La gloria, la lode e l’onore appartengono soltanto a Dio. Solo Dio è degno “…di ricevere la gloria, l’onore e la potenza…” (Apocalisse 4:11). Soltanto Dio è degno di ricevere il nostro culto, la nostra adorazione e la nostra lode (Neemia 9:6; Apocalisse 15:4).

Il gender ed il medioevo

Ricevo oggi via email questo opuscolo. Riporto qui la mia risposta agli amici del gruppo famiglie (che peraltro frequento volentieri) da cui l’ho ricevuto.

EDIT: il gruppo famiglie che frequento è un gruppo di persone cattoliche che nulla ha a che vedere con il forum delle associazioni familiari dell’Umbria (ovvero con gli autori del volantino). Ho ricevuto il volantino in quanto mi è stato girato da qualcuno del gruppo che a sua volta lo ha ricevuto da qualcuno di RnS. Dopo aver scritto questo post mi sono informato sull’identità degli autori: una lista politica, che, ovviamente, fa della lotta al gender uno strumento di propaganda elettorale. Nessuna pretesa di indicare un cammino educativo quindi da parte degli autori, ma solo una pretesa di moralità, strumentalizzata ai fini elettorali. Resta viva più che mai la necessità di verificare con attenzione le fonti e di non diffondere qualsiasi cartigienica solo perché sembra ricalcare certi ideali. E mi riferisco a RnS.

Posto che non sono ancora riuscito a farmi un’opinione in merito, perché le basi scientifiche mancano da ambo le parti e quelle filosofiche/religiose sono sostanzialmente legate alle convinzioni personali (almeno per quello che è la mia conoscenza della materia), per cui uno può ritenere corretto il pensiero di un filosofo o l’insegnamento di un particolare credo, mentre altri possono avere idee diametralmente opposte e ciò nonostante avere buone motivazioni a sostegno, resta il fatto che, pur dando per scontato, per partito preso, che l’ideologia cattolica sia quella corretta, questo modo di agire non può che danneggiare i nostri figli.

Mi spiego: chiudere i figli sotto una campana di vetro per evitare che sentano le idee che a noi non piacciono (tipo tenerli a casa da scuola durante eventuali lezioni sul gender tenute da gente che non la pensa come noi), è un atteggiamento bigotto, dannoso e diseducativo. Folle per dirla in una parola. Invitare altri genitori a seguire una pratica tanto ottusa quanto medioevale in nome di una religione che dovrebbe renderci liberi non ha prezzo, ma verso il basso. Capisco che spesso si compiano delle azioni sulla scia delle mode, senza stare a pensarci troppo e fidandosi della valutazione che altri a noi
vicini hanno dato di tali azioni, ma ritengo doveroso usare anche il proprio cervello quando gli argomenti di cui si parla sono tanto delicati.

Se i nostri figli la teoria del gender non la sentono a scuola, la sentiranno comunque in tv. Se spegniamo la tv, la leggeranno su internet. Se stacchiamo internet, la sentiranno dagli amici. Gli impediamo di vedere gli amici?

Si lo so cosa mi direte, la scuola ha un ruolo diverso dagli amici o dalla tv. Bene, anche noi genitori abbiamo un ruolo diverso ed è nostro preciso compito, prima ancora che un compito della scuola, educare i nostri figli. Mettersi a fare una crociata contro le idee degli altri, invece di mettersi a tavolino a discuterne, è diseducativo. Se abbiamo paura che le idee degli altri possano inquinare i nostri figli, significa che non crediamo abbastanza nelle nostre. Significa che dentro di noi pensiamo di avere armi spuntate. E significa quindi che dovremmo metterci in discussione.

Il modo migliore di reagire alla teoria del gender, sempre dando per scontato che sia da combattere, è proporre incontri sulla visione cattolica, non cercare di oscurare quelli sulla teoria del gender. Abbiamo forse paura di dire come la pensiamo? O forse il problema è che non siamo abbastanza preparati sulla nostra religione da essere in grado di sostenere le nostre idee? E se così fosse (ovvero so che così è), come possiamo sostenere le nostre idee se nemmeno noi sappiamo perché le abbiamo?

No, non terrò a casa i miei figli da scuola e non manderò raccomandate ai dirigenti scolastici intimando di tornare nel medioevo. Cercherò piuttosto di dare ai miei figli le basi per farsi una loro opinione, qualunque essa sia, purché sia un’opinione che si sono fatti loro, con il loro cervello e non con il cervello preso in prestito da altri, siano “altri” i docenti o siano gli amici.

Con immutata stima verso tutti voi.

Lucio.