Super-Max Super Stainless

Quando ho iniziato questa serie di recensioni, non pensavo che sarebbe stata tanto costellata di colpi di scena. Sapete, quanto a rasature con rasoio DE sono un principiante, quindi temevo di non essere in grado di apprezzare la differenza fra una lametta e l’altra. Differenza che resta soggettiva, ma che, contrariamente a quanto mi aspettavo, è oltremodo evidente ed apprezzabile.

La conferma definitiva che le differenze ci sono, si vedono e non sono solo nella mia testa ce l’ho avuta quando ho recensito la Feather, che senza se e senza ma ha funzionato alla perfezione, cosa che fino a quel momento non era accaduta con nessuna delle altre lamette. Da lì in avanti ho però temuto che non avrei trovato niente di altrettanto interessante. Fortunatamente mi sbagliavo.

Dal profondo della mia ignoranza in materia, le lamette Super-Max Super Stainless erano per me anonime. Partivo anche con un certo pregiudizio negativo, dovuto al nome: la parola “Super” usata due volte, assieme alla parola “Max”, sembra voler enfatizzare qualche qualità non meglio definita, ma che, commercialmente parlando, può attirare solo l’attenzione di chi si accontenta delle apparenze. Per farla breve, se dipendesse da me cambierei il nome del prodotto. Non sono però qui a recensire i nomi e vengo dunque ai risultati ottenuti.

Come alcune altre, anche questa riporta i numeri da 1 a 4 su ogni lato, probabilmente utili per ricordarsi da quale parte la si è già usata. Come la Treet, anche questa è confezionata in doppio involucro: in questo caso però mi sfugge quale sia l’utilità.

La rasatura è stata piacevole fin da subito ed è rimasta tale fino alla fine. La lametta si comporta bene, taglia i peli e non la pelle. Il risultato BBS è ottimo, la pelle non è irritata e non ho visto sangue neppure sulle parti per me più delicate.

Per qualche motivo che non ho capito, a parità di risultati, ho impiegato qualche minuto in più rispetto alla Feather: la rasatura ha richiesto complessivamente 25 minuti. Probabilmente qualcosa in questa lametta ha fatto sì che io usassi una tecnica diversa, oppure io ho usato una tecnica diversa per altri motivi ignoti. In effetti questa cosa del tempo necessario sarà da rivedere più avanti, man mano che la mia esperienza aumenterà. Al momento mi limito a riportare che ho impiegato un po’ di più.

Tutto il resto è stato molto positivo e questa lametta, se non si tiene conto del tempo impiegato, che magari non è nemmeno da imputare a lei, non ha nulla da invidiare alla Feather.

Promossa.

Treet Platinum

Non ho idea di chi ci sia dietro alle Treet. Sicuramente qualche esperto. Probabilmente un esperto in disboscamento. Ecco, se dovessi trovare un paragone fra questa lametta ed un utensile di altra categoria, la metterei a confronto con una motosega. Non credo di aver mai visto tanto sangue sulla mia faccia fin dai tempi in cui recitavo nella parte del conte Dracula.

Il motivo per cui questa lametta si comporti così mi è oscuro. Ho provato ad ipotizzare che il filo della lama fosse seghettato, ma, almeno ad occhio nudo, non lo è. Ho anche ipotizzato di averla inserita “al contrario” nel rasoio (riporta una lettera A su una faccia e una lettera B sull’altra), ma mi sembra demenziale. Secondo me la A e la B servono solo a ricordarsi da che parte la si è già usata.

La rasatura c’è stata, i peli sono stati tagliati, quindi il suo mestiere lo ha fatto. La pelle variava dal rosso sangue al rosso irritazione, con alcune zone più resistenti miracolate, ma complessivamente sembrava di osservare un campo di battaglia.

Il tempo che ho impiegato è stato anche abbastanza breve, infatti, nonostante sia andato molto cauto, ho impiegato circa 20 minuti complessivi. Sembravano però 20 ore, data la sofferenza.

Nel campione di lamette che ho acquistato ci sono due lamette Treet, così come ce ne sono due di tutte le altre marche. Al momento la recensione non può che essere complessivamente negativa, ma concedo il beneficio del dubbio che fosse solo questa lametta uscita male o che fosse la mia pelle per qualche motivo meno predisposta del solito. Mi riservo di provare l’altra Treet in futuro ed eventualmente aggiornare questa recensione.

Feather New Hi-Stainless

Mi ero ripromesso di provare le lamette notoriamente molto affilate per ultime. Il motivo era la paura di tagliarmi, vista la mia inesperienza. Provandole per ultime avrei avuto un po’ di esperienza in più e, presumevo, un po’ di tagli in meno.

È però successo che sabato scorso io abbia usato la lametta BiC e non ne abbia ottenuto un’esperienza esattamente piacevole. Il sabato prima avevo usato le Derby Extra ed anche il quel caso non mi ero particolarmente divertito. Questo sabato avevo voglia di tornare a sentire il piacere della rasatura con il Double Edge e quindi speravo di scegliere, fra le varie lamette a mia disposizione, una che mi ricordasse il perché è bello radersi con il DE. Mi sono quindi detto: “Tagliamo la testa al toro e giochiamocela sul sicuro. Feather!”.

In realtà c’è ben poco da dire in questa recensione, se non che credo di aver trovato la lametta della mia vita. Certo, recensirò anche le altre che mancano, ma mi pare improbabile che io possa trovare di meglio. Può essere che io trovi qualcosa di equivalente e questo è il motivo per cui porterò a termine tutte le recensioni, ma meglio è molto difficile.

Tanto per cominciare, confermo quanto si dice in giro: sono molto affilate. Questo però non significa che siano pericolose o che ci si tagli. Anzi, proprio il contrario: tagliano meglio i peli, quindi richiedono meno forza con la mano e meno passaggi, quindi non tagliano la pelle. Ho infatti ottenuto un risultato BBS migliore del solito (prima volta), con una semplicità disarmante.

Ovviamente anche il tempo necessario a radermi è diminuito e, nella stessa mezz’ora che ci mettevo prima, ho avuto anche il tempo di farmi una rapida pedicure. Altra conseguenza ovvia è che anche la pelle non si sia irritata.

Mi scuso per la brevità, ma davvero non ho altro da dire: promosse a pieni voti.

BiC Chrome Platinum

La marca BiC, nella mia testa, è sinonimo di basso prezzo e qualità media o bassa, a seconda degli articoli. Pensate alla penna a sfera BiC, quella classica: costa poco, ma non è da buttare. Ok non sarà una Montblanc da collezione, ma funziona e tantissimi la usano da parecchi anni: in due parole, qualità media. Pensate poi ai rasoi BiC usa e getta, quelli blu o arancioni. Ecco quelli costano poco e valgono niente: li ho usati una volta ed è bastato per dire che non li userò mai più: qualità bassa, o nulla. La mia recensione di oggi parte quindi con un pregiudizio e ne ero consapevole: per confrontare questa lametta con le altre nel modo più imparziale possibile, ho posto particolare attenzione a non farmi influenzare dalla mia conoscenza pregressa del marchio. Ho quindi impiegato più tempo del solito a radermi, perché ho voluto fare prove comparative, come per esempio passare le dita più volte sulla pelle per verificare il risultato BBS, oppure radere un paio di centimetri con la Gillette Sensor ed un altro paio con la BiC. Credo di aver così ottenuto una recensione imparziale.

La rasatura con la BiC è inizialmente piacevole, non gratta, passa sulla pelle e taglia: forse non quanto altre lamette, ma almeno all’inizio, quando ci si rade solo in direzione del pelo, lascia una sensazione positiva.

Purtroppo però la festa dura poco. Non so se sia il filo della lama che si rovina subito, o se questa lama richieda una tecnica particolare per il contropelo, magari un’inclinazione diversa del rasoio, ma il resto della rasatura è stato all’insegna del passare senza tagliare. Senza tagliare i peli, perché invece la pelle la taglia.

Non è che io abbia molto altro da dire su questa lametta BiC: ho passato 30 minuti a cercare di capire se fossi io a sbagliare o se fosse proprio la lametta che non faceva il suo lavoro. Non l’ho capito, ma, in entrambi i casi, direi che il risultato non è quello sperato.

Tornerò su questa lametta quando avrò più esperienza. Per ora, nelle condizioni in cui l’ho provata, quindi solita doccia appena alzato il sabato mattina, solita mia inesperienza, solito Merkur 25C e solita mia barba di una settimana, direi che è una lametta da evitare.

Unica nota positiva: per qualche motivo che mi sfugge completamente, nonostante la difficoltà ed i ripetuti passaggi, la pelle non è irritata. Non so se possa essere merito della lametta o di che cosa, ma, nel dubbio, almeno questo aspetto lo valuto positivamente.

Derby Extra

Continua la saga delle recensioni: un nuovo sabato, una nuova lametta. Le Derby sono lamette flessibili: anche una delle altre già recensite era una lametta flessibile, solo che, da principiante quale sono, non sapevo della differenza e non me n’ero accorto. Ora non ricordo esattamente quale fosse, forse la Gillette Platinum, ma non sono sicuro. Sono però sicuro di aver già recensito una lametta flessibile, perché per la seconda volta oggi ho notato che la lametta tendeva a fare uno strano rumore come di tappo della marmellata all’interno del rasoio: mentre l’altra volta avevo imputato quel movimento “spontaneo” al caso, oggi ho voluto andare a fondo. Quando ho tolto la lametta dal rasoio, l’ho asciugata per riporla nel suo involucro originale (le conservo per usarle una seconda volta quando avrò finito questo giro di recensioni). Mentre la passavo fra le dita nell’asciugamani ho notato quanto facilmente fosse deformabile. Ho iniziato a maneggiarla come un alieno cercherebbe di capire il senso di un Tamagotchi ed ho notato che era molto più facile da piegare lungo l’asse centrale rispetto ad altre. Una breve ricerca di altre recensioni della Derby mi ha dato la risposta: esistono le lamette flessibili.

La domanda sorge spontanea: per quale motivo alcune lamette sono rigide ed altre flessibili? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi? Al momento non ho una risposta, ma posso immaginare che una lametta flessibile serva ad essere flessa e quindi ad avere un angolo incidente sulla pelle diverso da una rigida. Naturalmente, dopo aver scritto questa recensione (non prima per non farmi influenzare), andrò a documentarmi.

Veniamo alla recensione. È una lametta molto gentile. Ok, sono troppo politically correct. È una lametta che rade dolcemente. Va bene, sarò sincero. È una lametta che non taglia. Ecco, così forse è troppo, ma fate voi una media.

Dire che non taglia in effetti è esagerato: sono riuscito a radermi ed ho ottenuto un buon risultato BBS. Ricordo però una battuta di un mio amico mentre commentava un coltello da carne economico: “Tagliare taglia, soprattutto le dita”. Quando una lama taglia poco, in realtà taglia, ma diventa pericolosa, perché è necessario applicare più forza per ottenere lo stesso risultato: se si sbaglia il tocco, la forza applicata diventa più difficile da controllare, proprio perché maggiore e quindi finisce per fare danni. In effetti non ho mai visto tanto sangue sulla mia faccia come questa mattina.

Il minimo errore si è tradotto in un taglio evidente appena sotto il mento, dove raramente nella vita mi era capitato di tagliarmi. In una frazione di secondo ho sentito la lama incastrarsi fra i peli, cercare una via per uscirne e trovare la pelle come cosa più facile da togliere di mezzo per proseguire la sua corsa. Successivamente mi ha provocato un taglietto più piccolo nella zona baffi, questa volta senza che io commettessi errori tecnici particolari.

Adesso, a distanza di un’ora dalla rasatura, posso però dire che l’unica parte del viso che sento irritata è quella sotto il mento dove mi sono tagliato: per il resto la pelle è fresca e non irritata. Non essendo un esperto, posso solo andare per deduzioni che a me sembrano logiche: probabilmente questa lametta è sufficientemente affilata per alcune parti del mio viso dove ho la barba più morbida, ma non abbastanza per le zone più dure. In effetti ho avuto qualche difficoltà (leggete: ripetuti passaggi) per ottenere il solito risultato BBS, che però poi ho ottenuto. Certo, ci è voluto qualche minuto e qualche passaggio più del previsto.

Una caratteristica della Derby, che le altre lamette fino ad ora recensite non hanno (o forse che io non ho notato), è che ha i lati numerati. Su una faccia troviamo un numero 1 ed un numero 2, rispettivamente uno per ogni filo della lama. Sulla faccia opposta troviamo un numero 3 ed un 4. Non mi è chiaro a cosa possano servire questi numeri quando la si usa in un rasoio DE: forse sono utili per l’uso nelle shavette, per le quali la lama deve essere spezzata a metà e con i numeri può essere più comodo ricordarsi quale metà sia già stata usata. In realtà non lo so ed è un’altra cosa su cui andrò a documentarmi. Io comunque ho inserito la lametta con i numeri 1 e 2 rivolti verso l’alto, nel caso in cui girandola al contrario faccia qualche differenza.

Ad ogni modo, per farla breve, ho ottenuto un buon risultato BBS, ho impiegato più tempo del previsto, mi sono tagliato più del necessario ed ho la pelle più irritata, anche se solo nella zona dei tagli. L’esperienza in generale è stata migliore della rasatura con bilama Gillette Sensor, ma solo grazie al fatto che la rasatura con rasoio DE è più piacevole grazie al rasoio. Non dico che siano lamette pessime, ma almeno per me non sono le lamette che sceglierei. Probabilmente per altre barbe vanno benissimo, visto che si leggono parecchie recensioni positive in giro per internet.

Personna Platinum (Israeli reds)

I lettori più attenti avranno notato che la scorsa settimana non c’è stata una recensione. In effetti sabato scorso era la vigilia di Pasqua ed io avevo troppe cose da fare: non avendo tempo di scrivere la recensione settimanale, ho deciso di radermi con una lama Merkur che avevo già recensito in precedenza e di rimandare la nuova recensione ad oggi.

Invariate come sempre le condizioni di rasatura: barba di una settimana, riposo con risveglio naturale, doccia e rasatura immediatamente successiva alla doccia. Avendo ormai esaurito qualsiasi principio, ragionevole e non, per scegliere la prossima lametta da recensire, ho pensato ad un nome di quelli che mi ricordavo, senza guardare l’elenco, ed il primo che mi è venuto in mente ha vinto. Evidentemente la comunicazione commerciale a qualcosa serve.

Ho iniziato a radermi dimenticandomi di annotare le sensazioni, come se non volessi poi scrivere una recensione. Solo dopo aver fatto il pelo sul lato destro (inizio sempre da lì) mi sono ricordato che mi stavo radendo per una recensione ed ho iniziato a tenere a mente quel che sentivo sulla pelle. Questo significa una sola cosa: radersi con la lametta Personna è qualcosa di naturale, che sicuramente non crea fastidi di alcun tipo.

Se, da una parte, non ci sono preoccupazioni nell’uso della Personna Platinum, dall’altra ho notato qualche difficoltà in più del solito a tagliare i peli, ma non vorrei essere frainteso: il suo lavoro lo fa e non si può certo dire che non tagli, solo che a volte mi è parso di dover passare una volta in più per completare la rasatura. Nulla di particolarmente fastidioso, solo un dettaglio con cui si può tranquillamente convivere, che però a tratti si nota.

Nel momento stesso in cui ho pensato che con la Personna mi sentivo, per così dire, “a casa”, ho notato un punto rosso sul collo, dove ero passato poco prima. Mi sono quindi tagliato senza rendermene conto. Probabilmente ho commesso io qualche errore nella tecnica, ma anche in quel caso non posso fare a meno di ricordare come con la Voskhod, nonostante fosse la mia prima rasatura in assoluto con un rasoio DE, io abbia ottenuto una rasatura completa senza il minimo taglio. Con la Personna, invece, oltre a quel primo taglietto, ne ho poi visto un altro, sempre sul collo. In realtà parliamo di meno tagli di quelli avuti con la Gillette Platinum (e quindi anche meno di quelli causati dalla Gillette Sensor), ma, al netto di eventi casuali difficilmente ponderabili, mi sento di collocare questo aspetto al pari delle Gillette.

Il contropelo con la Personna Platinum invece è il vero tallone d’Achille di questa lametta: nel mio caso è risultato difficoltoso. Non è che non abbia ottenuto il risultato BBS sperato, anzi, quello c’è ed è ottimo, ma il tempo necessario per ottenerlo, i passaggi, l’insistenza e di conseguenza l’irritazione della pelle pongono questa lametta più o meno al pari delle Gillette Sensor.

Come anticipato, il risultato BBS invece è ottimo, nonostante serva un po’ di fatica per ottenerlo. Non ho nemmeno provato a passare di nuovo con la vecchia Gillette Sensor, tanto era evidente, già solo passando con le dita, che avevo già tutto quello che ci si aspetta da una lametta per barba.

A partire dalla distribuzione della crema pre barba fino ad arrivare all’asciugatura finale ho impiegato 30 minuti, quindi un tempo equivalente a quanto ci mettevo con la bilama Sensor. La lametta Wilkinson era stata più veloce e credo che il problema qui sia stato proprio il tempo necessario, durante il contropelo, ad ottenere il risultato BBS ricercato. Complessivamente, comunque, l’esperienza risulta più piacevole di quanto non fosse con le bilama, ma, arrivato a questo punto, come anche previsto all’inizio, credo che buona parte di questa piacevolezza sia da imputare al rasoio ed al conseguente metodo che ne risulta. Senza nulla togliere alla Personna o ad altre lamette, pare che qualsiasi sia la lama in uso, la rasatura con un DE sia più piacevole di quella con le bilama. Staremo a vedere se questa impressione resterà vera anche con le prossime lame.

Wilkinson Sword (Germany)

Quarta recensione della serie: tocca alla Wilkinson. Questa volta la scelta è stata effettivamente casuale. Avevo in mano tutte le lame ancora da recensire, ordinatamente impilate, e le stavo sfogliando una dopo l’altra fra le dita, alla ricerca di un’ispirazione che mi dicesse quale sarebbe stato meglio recensire. Mi sono cadute e si sono sparpagliate a terra: le ho radunate alla veloce come se stessi usando uno scopino ed a quel punto, un po’ stizzito, ho lasciato perdere la ricerca dell’ispirazione ed ho preso la prima sopra al mucchio.

Le condizioni di rasatura sono state sempre le stesse: barba di una settimana, riposo con risveglio naturale, doccia e rasatura immediatamente successiva alla doccia. Il rasoio è sempre lui, il Merkur 25C.

Come per la lama Merkur, recensita sabato scorso, anche con la Wilkinson la prima sensazione sulla pelle è piacevolissima. Ho semplicemente pensato che con questa lama sia impossibile tagliarsi o sentire la pelle irritata. Se sabato scorso dicevo che la Merkur era la miglior lama sotto questo aspetto, questo sabato aggiungo che la Wilkinson è a pari merito.

Quell’impressione che ho avuto è stata poi in buona parte confermata durante la rasatura: nessuna irritazione, pelle rilassata e fresca, sia durante che dopo. La piccola parte non confermata di quell’impressione è quella relativa ai tagli, perché qualche taglietto c’è stato, nonostante io non abbia commesso errori tecnici durante la rasatura. Va comunque detto che si è trattato di un paio di microscopiche ferite: chiamarle tagli è addirittura eccessivo. Direi più due puntini rossi che hanno smesso di sanguinare immediatamente. Questo risultato si piazza quindi a metà fra la Voskhod (nessun taglio) e la Merkur (qualche taglietto in più, anche se sempre molto piccolo).

Anche il contropelo è stato piacevole come con la Merkur, guidato in più da un’assoluta tranquillità di non rischiare nulla.

Sul risultato BBS ho invece qualche rimostranza. È molto bello radersi con una lametta dolce, ma alla fine è necessario che il risultato ci sia, perché ci si rade più che altro per radersi, non per passatempo. Queste recensioni prendono come punto di riferimento la bilama Gillette Sensor e le valutazioni date sono relative al risultato ottenuto con quella. Al netto del fatto che la Sensor usa un subdolo stratagemma per dare l’impressione di una pelle più liscia di quel che effettivamente è, non posso comunque negare che per ottenere la pelle liscia come mi piace, sulle guance ho dovuto ripassare con la Sensor. Ovviamente il test sarà ripetuto in futuro con un altra Wilkinson identica e questa recensione sarà eventualmente aggiornata, se in quell’occasione otterrò risultati diversi, ma al momento non posso che rilevare che la bilama Sensor taglia meglio di questa Wilkinson per rasoio DE.

A partire dalla distribuzione della crema pre barba fino ad arrivare all’asciugatura finale ho impiegato 25 minuti (26 se si conta il tempo di raccogliere e riordinare le lamette che mi sono cadute all’inizio), quindi un tempo probabilmente di poco inferiore rispetto a quanto ci mettevo con la bilama Sensor. Peccato per il risultato, che ho dovuto correggere, altrimenti questa lama avrebbe vinto il titolo di lama perfetta, almeno per ora. Il risultato della rasatura, tuttavia, ha un peso maggiore nella valutazione complessiva rispetto ad altri aspetti ed il fatto di aver dovuto rifinire la rasatura con la bilama Gillette Sensor pesa come un macigno sul voto finale, che non può che essere al massimo equivalente alla Gillette Sensor.

Merkur Super Platinum

Giungiamo così alla terza recensione delle lamette. È il turno delle Merkur. Mentre delle due marche già recensite fino ad ora avevo letto altre opinioni prima di provarle, di questa non sapevo assolutamente nulla. Chiariamo: non è che quel che avevo letto delle Voskhod e delle Gillette abbia influenzato in alcun modo la mia recensione, ma ha di certo determinato la scelta, da utente inesperto, di partire da quelle.

Perché quindi ora ho scelto di recensire le Merkur? Da qui in avanti non vedo ragioni particolari per mettere le restanti lamette in un ordine piuttosto che un altro, se non il fatto di lasciare quelle “notoriamente più cattive” (almeno per sentito dire) alla fine. È quindi probabile che le Feather, le Treet e le Dorco saranno le ultime ad essere recensite, ma non mi stupirei di scoprire, alla fine, che non sono “cattive” come le immagino ora. Ho scelto le Merkur, perché, avendo un rasoio Merkur e dovendo scegliere una lametta, mi son detto: «ma sì, dai, vediamo se rasoio e lametta della stessa marca sono stati progettati per lavorare assieme».

Non vorrei anticipare il risultato, ma credo che sia immaginabile la risposta: non si può rilevare nulla di particolare per capire se siano stati progettati per lavorare assieme semplicemente usandoli, sia perché il formato delle lamette è standard, quindi la risposta probabilmente è no, sia perché Merkur fa diversi modelli di rasoio, non solo il 25C, quindi avrebbe dovuto progettare delle lamette specifiche per ogni modello e, se lo avesse fatto, probabilmente lo troveremmo scritto da qualche parte. Questo però è un punto a favore della recensione: anche le lamette Merkur sono confrontabili con le altre in modo imparziale, pur essendo montate su un rasoio della stessa loro marca.

Veniamo alla recensione vera e propria. Come sempre ho mantenuto le condizioni di rasatura identiche alle altre recensioni, ovvero rasatura dopo una settimana, fatta di sabato mattina, dopo essermi svegliato naturalmente senza essere buttato giù dalla sveglia, dopo aver fatto la doccia ed usando la crema pre barba e la schiuma Proraso verdi. E, come sempre, usando l’ormai fidato rasoio Merkur 25C.

La prima sensazione sulla pelle, quindi in direzione del pelo, è stata semplicemente superlativa: la lametta scorre bene, accarezza la pelle e taglia i peli. Fa veramente venir voglia di farsi la barba. Sotto questo aspetto è la miglior lametta delle tre provate fino ad ora. Credo che questa Merkur, dal punto di vista del piacere della rasatura, abbia fissato l’asticella molto in alto e che le prossime lamette dovranno confrontarsi con una professionista del settore.

Sul collo, che per me è la zona più delicata e sensibile, ha fatto il suo lavoro senza irritarmi minimamente la pelle, quindi ottenendo un risultato migliore della Gillette (tanto che si parli della Platinum quanto che si parli della bilama Sensor).

Il contropelo è altrettanto piacevole, forse fin troppo, nel senso che ci si dimentica di avere in mano qualcosa di tagliente e questa lametta, dal punto di vista della sicurezza, perdona meno della Voskhod. Sicuramente la colpa è della mia inesperienza, che però ormai va scemando rispetto a quando ho recensito la Voskhod, che era la mia prima rasatura con il DE, ma con questa Merkur un tocco distratto corrisponde ad un taglietto. Comunque va meglio delle Gillette, dove il taglietto, sul mio collo, è all’ordine del giorno anche senza commettere particolari errori. La scala di valutazione che ho predisposto prevede solo un confronto diretto con le Gillette e quindi ottiene una valutazione positiva, ma se dovessi confrontarla con la Voskhod, sotto questo aspetto la Voskhod sicuramente vince.

Il risultato BBS è ineccepibile, la pelle è liscia come ci si aspetterebbe, come per le altre che ho provato fino ad oggi: tuttavia per ottenerlo si fa la stessa fatica necessaria per bilama Gillette Sensor.

Date le premesse, la rasatura non può che risultare complessivamente molto piacevole. A partire dalla distribuzione della crema pre barba fino ad arrivare all’asciugatura finale ho impiegato 30 minuti, quindi un tempo ormai identico a quanto ci mettevo con la bilama, tenuto conto che, in questi 30 minuti, ho anche trovato il tempo di confrontare l’esperienza con la bilama Gillette Sensor su alcuni tratti di pelle.

Gillette Platinum

Un nuovo sabato sopra l’orizzonte ed una nuova recensione. Oggi è il turno della lametta Gillette Platinum. La tabelle comparativa fra le varie lamette recensite è sempre qui.

Questa recensione sarà particolare, perché io arrivo da 30 anni di bilama Gillette Sensor, quindi oggi si gioca una sorta di derby: ho avuto modo di confrontare l’esperienza di rasatura fra due giganti della stessa casa produttrice. Sia le Gillette Platinum, sia le Gillette Sensor sono prodotti di indiscusso successo di casa Gillette ed è praticamente certo che il know how accumulato dalla casa per produrre le prime sia stato riutilizzato nella progettazione e produzione delle seconde. Tuttavia, dal punto di vista storico, non so dirvi quali delle due siano state inventate prima.

Come per le altre recensioni, anche qui la procedura è sempre la stessa: rasatura mattutina subito dopo la doccia, crema pre-barba e schiuma Proraso verde.

La prima sensazione sulla pelle è stata decisamente positiva, sicuramente migliore di quella provata con la lametta Voskhod sabato scorso: la Gillette Platinum, almeno sulla mia pelle e nelle condizioni di queste recensioni, quindi montata su un Merkur 25C, taglia meglio, senza se e senza ma. Anche il tempo di rasatura, che in parte può essere dovuto ad una maggior esperienza, è calato da quasi 1 ora a 35 minuti. Difficile immaginare che sia tutto dovuto alla maggior esperienza che posso aver “accumulato” in una sola sessione di rasatura.

Il risultato è paragonabile a quello ottenuto la settimana precedente, ovvero equivalente quanto si ottenga con le bilama. Per esserne assolutamente sicuro, quasi al termine della rasatura, quando stavo facendo il contropelo, ho provato ad usare, per un tratto di pelle, una bilama Gillette Sensor. A parte che tornare a sentire la sensazione delle bilama sulla pelle è come avere avuto in prestito un pianoforte a coda per una settimana e poi tornare alla pianola Bontempi per bambini, il dato di fatto è che la bilama non riusciva a radere in contropelo più a fondo di quanto non avesse già fatto la Platinum: indipendentemente dalla pressione esercitata con la mano, la Sensor non migliorava la situazione.

Ora, mentre sto scrivendo, ad un’ora di distanza dalla fine della rasatura, la pelle è rilassata e non la sento irritata, quindi anche sotto questo aspetto la Gillette Platinum ha dato un risultato migliore della Voskhod.

Dove la Platinum mi ha deluso, se così si può dire, è dal punto di vista della sicurezza. Nonostante io non abbia commesso particolari errori di tecnica, fin da subito sul collo sono apparsi dei piccoli puntini di sangue. Altri piccoli taglietti ci sono stati anche dopo attorno alle labbra. In definitiva nulla di terribile, ma con la Voskhod non era successo, nonostante alcuni errori tecnici da parte mia. Devo riconoscere che, da questo punto di vista, l’esperienza è identica a quello che mi accadeva con le Gillette Sensor.

Voskhod Teflon Coated con Merkur 25C

Giorno Sabato 23 Marzo 2019. La mia prima rasatura con rasoio di sicurezza double edge. Intendo la prima volta nella vita. Ho voluto iniziare la mia serie di recensioni con qualcosa di estremamente semplice. Le lamette Voskhod sono famose per essere poco aggressive. Abbinate al Merkur 25C, anch’esso famoso per essere poco aggressivo, sono l’accoppiata perfetta per il neofita che arriva da 30 anni di assopimento delle bilama Gillette Sensor.

Ho iniziato seguendo i consigli, ovvero lasciando che fosse il rasoio a decidere la pressione sulla mia pelle, quindi lasciandolo scorrere sotto il suo stesso peso, senza fare pressione e facendo passate brevi, ovvero radendo piccoli tratti di pelle ogni volta.

Sulle basette tutto perfetto: ho provato la stessa sensazione piacevole che provo dal barbiere.

Non appena sono sceso un po’, sulla guancia, sono iniziati i primi problemi. La lametta Voskhod è davvero molto timida e, se non la si incoraggia un po’ con la pressione della mano, non taglia a sufficienza, o almeno non la mia barba di una settimana, quando montata su un Merkur 25C. Il risultato è che aggancia i peli ma poi tenta di strapparli (non riuscendoci), quindi si pianta come un tosaerba economico fra i rododendri e costringe a fare un po’ di pressione per procedere.

Io però non sapevo quanto potessi osare: la prima volta è un po’ un’incognita. Se faccio pressione rischio di tagliarmi? I primi 15 minuti circa sono quindi trascorsi a tentare di capire cosa potessi tagliare usando solo il peso del Merkur e quanta pressione potessi fare prima di vedere il sangue sgorgare libero.

Dopo aver preso un po’ di confidenza con lo strumento, ho osato un po’ di più e le cose sono andate meglio. Verso la fine della rasatura, ormai stavo facendo solo contropelo, tenendo tesa la pelle con le dita ed aiutandomi anche con la lingua per creare dossi artificiali, sui quali è più semplice tagliare a fondo (e tagliarsi). Stavo premendo il rasoio sulla mia pelle nello stesso modo in cui ho sempre fatto con le bilama Gillette Sensor, cioè con tutta la mia forza (ok, sto esagerando, ma è per rendere l’idea).

Ad un certo punto ho anche sbagliato affondo, andando a muovere il rasoio sulla pelle in direzione quasi parallela al filo della lama.

Risultato: la rasatura, dai preparativi all’asciugatura del volto, è durata quasi un’ora (ma era la prima esperienza con tutti i tentativi del caso). Il risultato BBS è buono, quindi pelle molto liscia: nulla da invidiare a quello ottenuto con le bilama Gillette Sensor. Tagli: zero. Questo è un risultato sorprendente, perché raramente mi capitava di non tagliarmi con le bilama. Va anche detto che, nonostante l’errore commesso, ho comunque fatto molta più attenzione del solito, avendo anche molta più paura…

La pelle però è rimasta più irritata del solito. Adesso, mentre scrivo, a distanza di due ore dalla fine della rasatura, la sento ancora calda, soprattutto nella zona baffi. In realtà me lo aspettavo, perché radersi per un’ora significa tormentare la pelle per un’ora. Rivedrò eventualmente questo aspetto della recensione quando, alla fine delle recensioni, userò di nuovo una lametta Voskhod, perché il set di lamette acquistato contiene due lamette per ogni tipo, quindi avrò modo di ritornare su tutti i modelli dopo averli provati tutti una volta.

Complessivamente, considerando l’inesperienza, i risultati e nessun taglio, è stata un’esperienza migliore di quella fatta per 30 anni con le Gillette Sensor. Se non altro è stata migliore, perché sciacquare un rasoio DE OC è di una semplicità disarmante rispetto alle operazioni di spurgo che dovevo fare prima quando la bilama si intasava.

Si unisca a questo il risparmio sul costo delle lamette (la crema pre barba e la schiuma le usavo già prima), il minor inquinamento e la soddisfazione che dà, per ottenere la ricetta per un biglietto di sola andata: di sicuro non tornerò più ai rasoi bi-tri-quadri-penta-esa-lama, anche se la lametta Voskhod, che per me non è certo la migliore, dovesse per assurdo rimanere l’unica sul mercato.