Il vero problema.

Nessuno se lo aspettava, neppure Renzi. M5S ha perso, e di brutto, e il PD ha vinto, alla grande. Io ho votato orgogliosamente M5S e per una volta nella vita pensavo che avrei votato coloro che poi avrebbero vinto. Mi sbagliavo.
Ora chi ha orgogliosamente votato PD sarà felice e fa bene, lo sarei anch’io se avesse vinto M5S. Anche chi ha votato PD non tanto perché convinto, ma perché il programma elettorale di M5S è troppo antieuropeo, fa bene ad essere felice, io stesso ho dei dubbi sulle concrete possibilità di uscire dall’euro. Soprattutto, ho dei dubbi sulla reale forza contrattuale italiana: la guerra l’abbiamo persa e le conseguenze economiche ci sono ancora oggi, ma non credo che il vero motivo della scarsa forza contrattuale italiana sia quello. In fondo anche la Germania ha perso la guerra, ma oggi può dire la sua. Il problema più grave è che i debiti li abbiamo non solo con gli USA, ma anche con il resto d’europa, e sono tanti, e non possiamo giocare a braccio di ferro con nessuno. Quindi anche quelle persone che hanno votato PD in considerazione della condizione economica italiana possono ritenersi soddisfatte del risultato elettorale, in fondo hanno espresso un voto ponderato, anche se forse lo hanno fatto turandosi il naso.

Il vero problema sono i restanti elettori, probabilmente la maggioranza, che ancora nel 2014, dopo 20 anni di alternanza PD e FI, passati entrambi per vari nomi ma sempre con le stesse facce, hanno votato PD perché «Berlusconi no», convinti ed il PD sia la sinistra. Il vero problema sono quelli che non si sono informati, che hanno votato sulla base di quel che hanno visto in TV. Il vero problema sono io che non ho fatto tutto quel che potevo per informarli, non per convincerli a votare M5S, ma solo per informarli. Potevo fare di più: una volta consci di quel che facevano, era poi giusto che votassero PD se volevano, sapendo quel che stavano facendo.

Il vero problema non è chi ha votato PD, il vero problema siamo noi elettori M5S che non siamo stati in grado di informare abbastanza. Il vero problema parte da Beppe Grillo, che invece di informare continua a fare il comico. Un grazie a Beppe Grillo che ha creato il MoVimento, ma è tempo che si faccia da parte. Gente come Di Battista al suo posto avrebbe raccolto voti invece di perderne. E le parolacce, anche se io capisco che sono solo un mezzo per far arrivare la comunicazione, non pagano, ma sono un ostacolo nel momento in cui io cerco di far capire lo spirito del MoVimento agli altri.

Grazie comunque a tutti per la partecipazione.

Bersani, emorragia cerebrale e M5S

Oggi appare sul blog di Beppe Grillo un messaggio di augurio per Bersani. Toni amichevoli, parole sentite, probabilmente sincere. Probabilmente? Certo, probabilmente, non possiamo esserne sicuri.
In generale la salute di un avversario politico è un terreno scivoloso. Penso che in questi casi sarebbe meglio limitarsi ad un rispettoso silenzio, per evitare strumentalizzazioni di parole che, anche se scritte sinceramente, sono sempre interpretabili in vari modi.
Personalmente non auguro mai a nessuno malattia o morte, ma tutti sappiamo che dentro di noi capita fin troppo spesso di sperare che qualcuno muoia, anche se poi per ovvie ragioni non glielo auguriamo pubblicamente (ma fra i commenti sul blog di Grillo non mancano neppure quelli che augurano pubblicamente malattia e morte a Bersani). In quest’ottica rivolgere parole amichevoli ad un avversario che fino a poco prima si è aspramente criticato (anche a ragione) suona falso, per quanto quelle parole possano essere sincere.
Ripeto, sarebbe meglio un rispettoso silenzio.