L’anno di Linux sul desktop sarà il 2096.

Microsoft cesserà il supporto di Windows XP a breve. Io nel 2006 scrivevo che quello era l’anno di Linux sul desktop (non su questo blog). In quell’anno qualcosa era cambiato, in effetti, probabilmente grazie alla crescente popolarità di Ubuntu. Siamo però ormai nel 2013 (2014 fra qualche ora) e ci chiediamo ancora quando sarà l’anno di Linux sul desktop. Ubuntu ha cambiato strada, pensa al mobile. Le altre distribuzioni non sono sostanzialmente diverse dal 2006 e non hanno guadagnato quell’appeal che attira le masse. Quale sarà dunque l’anno di Linux sul desktop? La risposta è mai. Oppure il 2096, che poi significa mai.

Gli utenti non passeranno in massa a Linux nell’arco di un anno per lo stesso motivo per cui non l’hanno fatto fino ad oggi: il prodotto migliore non è necessariamente il più usato. Fra qualche mese il 40% dei PC si troveranno con un Windows XP non più supportato. Gli utenti sommessamente, poco alla volta, acquisteranno un PC nuovo con Windows 8, non con Linux. Se ne lamenteranno, pagheranno per il PC nuovo, pagheranno per aggiornare tutti i software, pagheranno per cambiare la stampante che con XP funzionava ma che non ha un driver per Windows 8, pagheranno ancora per il tempo che ciò gli farà perdere, odieranno questa nuova versione di Windows perché completamente diversa dalla vecchia a loro nota e grideranno contro il cielo che il mondo è ingiusto. Tuttavia non installeranno Linux in massa.

Qualcuno, veramente stufo di essere maltrattato, cercherà di installare Linux dopo qualche mese dall’acquisto del PC nuovo, ma scoprirà di non poterlo fare a causa del SecureBoot di Microsoft. La colpa ovviamente sarà di Linux che non è compatibile.
Se Linux un giorno diventerà il sistema più usato sul desktop, sarà solo perché gli altri sistemi proprietari saranno lentamente passati di moda e non saranno più una fonte di guadagno interessante per chi li produce: a quel punto sarà Microsoft stessa a consigliare ai propri utenti di aggiornare da Windows 27 a Linux, fornendo tutte le istruzioni per farlo. Questo succederà quando i PC stessi saranno completamente passati di moda e di necessità. Di moda son già passati adesso, ma continuano ad essere una necessità, perché non mi si venga a raccontare che con un tablet si fa tutto quello che si fa con un PC, tanto non è vero. Un giorno, forse non lontano, potrebbe però diventare un po’ più vero: quel giorno i PC non interesseranno più a nessuno e Linux diventerà il sistema operativo più utilizzato sui PC.

Prima di allora ci sono troppi soldi in ballo e non succederà.

0 thoughts on “L’anno di Linux sul desktop sarà il 2096.

  • Condivido la tua opinione; è molto difficile che ci sia una migrazione di massa da windows xp a linux, per la semplice ragione che non è avvenuta sino ad ora; poi c’è windows 7 che non va niente male, certo bisogna pagarlo, ma questo è stato fatto anche per windows xp in tutti questi anni;
    windows xp, se non mi ricordo male, è nato nel 2001 !
    poi occorre tenere presente che dopo windows 8 è già pronto windows 9; è una corsa continua a cambiare sistema operativo, come è una corsa continua a cambiare i telefonini; in questi giorni non si trovano più che micro-sim per i telefoni visto che hanno venduti di così tanti; è un mercato che porta al consumo continuo per avere un medesimo prodotto, ma che si chiama in un altro modo;
    poi obiettivamente non si può dire che linux sia tanto semplice, occorrono maggiori conoscenze e spesso ci sono problemi di tipo hardware, non tutti i driver di comunicazione si trovano, ecc.
    basta fare un attimo di attenzione al fatto che la pubblica amministrazione non è stata in grado di prendere una semplice decisione di utilizzare linux su tutti i desktop in uso e sono tantissimi, ma si continuano a pagare le licenze a microsoft; poi ci si scandalizza se nel momento dell’approvazione della legge di stabilità ci sono i lobbysti che fanno pressione; qui la pressione è già stata fatta da molto tempo;
    pensare che basterebbe una semplice decisione per fare risparmiare milioni di euro, ma questo non viene fatto;
    credo che le cose continueranno ancora così per parecchio tempo a meno che succeda un fatto grave in microsoft, ma non credo che qualcuno pensi di uccidere la gallina dalle uova d’ora;

    Valter Bruno

    • Posto che non esistono cose difficili, non mi sembra che Ubuntu richieda una laurea: soprattutto la fase d’installazione è certamente più immediata rispetto ad una qualsiasi versione di Windows (SecureBoot escluso, ma quello è il tipico bastone fra le ruote messo apposta da Microsoft). Quanto ai drivers, ormai anche Windows ha parecchi problemi, solo che nel caso di Windows i problemi ci sono per scelta precisa dei produttori, i quali vogliono costringerti a comprare nuovo hardware (mentre Linux ha problemi con l’hardware nuovo, Windows 8 ha problemi con quello vecchio già in tuo possesso che funzionava perfettamente con XP).
      Non vedo i problemi hardware o la presunta difficoltà come il vero motivo. Penso piuttosto che sia pura pigrizia, grazie alla quale il 95% delle persone si lascia manipolare dal monopolista di turno. C’è poi un 4% che usa un sistema proprietario, non perché si sia fatto manipolare, ma perché ne ha bisogno veramente e l’ultimo 1% che usa Linux.
      Purtroppo se anche cadesse un meteorite su Redmond e su tutte le altre sedi di Microsoft, nel giro di 15 minuti sorgerebbe un nuovo monopolista.

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