2014. Cento di questi anni.

Tempo di crisi, ditte che chiudono, progetti che si sbriciolano fra le dita prima ancora di nascere o, peggio, dopo averli maneggiati con cura e tenuti in caldo fra le mani per mesi. Eppure il 2014 per me è stato l’anno dei cambiamenti, delle novità e delle esperienze indimenticabili.
Il mio lavoro? Una tragedia in tre atti. Siamo alle porte del 2015 e le mie prospettive sono spaventose. Tuttavia se mi proponessero altri 100 di questi anni, tutti entusiasmanti come è stato per me questo 2014, metterei la firma subito.
La prima cosa che mi viene in mente pensando al 2014 è l’estate. Dal punto di vista meteorologico, è stata un’estate bruttina, molto piovosa, quasi assente. Per me è stata la migliore estate da non so più quando (anche perché non amo particolarmente il caldo, mentre al freddo mi ci trovo bene).
Il 4 luglio ho scelto di diventare vegetariano. Non l’ho fatto per ragioni etiche, ma per la salute. Il 18 luglio sono andato al concerto degli Oronero a Gravellona. Grazie mille a mio fratello e mia cognata per avermi portato con loro, il ricordo di quella serata resterà sempre dentro di me. È un peccato che non si possa far rivivere il passato, perché la realtà spesso non è all’altezza dei ricordi, ma se il genio della lampada mi concedesse i tre desideri, rivivere quelle emozioni sarebbe uno dei tre.
Sì gli animali uccisi mi fanno pena, ma non è una novità del 4 luglio, né la scelta di essere vegetariano potrebbe in alcun modo essere coerente con le ragioni etiche. Sono cambiate tante cose dentro di me fra il 20 giugno ed il 4 luglio. Queste cose mi hanno portato a rispettare me stesso, il mio corpo, più di quanto non stessi facendo prima. E dal 4 luglio al 4 ottobre ho perso 15 chili. Altri 3 li ho persi dal 4 ottobre al 10 dicembre (ieri nel momento in cui scrivo).
No, essere vegetariani di per sé non fa dimagrire. Imparare a rispettare il proprio corpo sì, se avete chili di troppo. E se imparate a rispettare il vostro corpo, probabilmente diventerete anche voi vegetariani, infatti anche per me il diventare vegetariano è stata una conseguenza dell’avere cura di me stesso.
Molte altre cose sono cambiate quest’anno. Sono troppe per scriverle su un blog. Sono troppo belle per raccontarvele, perché vedete, sono mie e ne sono geloso. Inoltre coinvolgono persone a me molto care, che so bene che non vorrebbero vedersi proiettate su un blog. Ho scritto queste perché volevo solo far sapere a tutti quelli che mi chiedono come ho fatto a dimagrire, che tutto parte dalla testa e dalle emozioni. Non esiste dieta che possa funzionare se non ci mettete il cuore e la testa. Molte diete potranno farvi perdere dei chili, ma finita la dieta, li riacquisterete tutti. Far dieta non deve essere una sofferenza, altrimenti non è sostenibile. Deve essere una soddisfazione, uno stile di vita, un modo di essere ed un innato amore per sé stessi.
Sappiate però che per me ha funzionato, perché quello che vi ho raccontato qui è solo una piccola parte delle emozioni che ho vissuto e che vivo tutt’ora.
E ringrazio tutte le persone a me care che tutti i giorni continuano a farmi vivere queste emozioni.

Il doposcuola Villar. Grazie.

“Il Doposcuola Villar” cresce. Lo fa in silenzio, e per questo è una grande gratificazione. È un piacere vedere che i volontari, che ringrazio sentitamente, dedicano il loro tempo ai bambini anche se tutto ciò non fa guadagnare loro neppure un po’ di popolarità fra i loro amici. Lo fanno per passione. Lo fanno per i bambini. Non cercano alcun tornaconto materiale. Non voglio nominare qui i volontari, loro sanno che io li ringrazio e sanno che i bambini li ringraziano. La scuola, pur nel suo intrinseco immobilismo calato dall’alto, tipico di quando la si pensa come un’istituzione, è fatta di persone: i docenti sono persone che hanno a cuore i nostri bambini ed anche loro ringraziano i volontari del doposcuola. Lo so che lo fanno, so anche che i docenti considerano il doposcuola un’iniziativa importante: lo so perché me l’hanno detto, forse senza accorgersene, ma me l’hanno detto. In particolare me lo hanno detto ieri, al telefono, mentre mi chiedevano se ci fosse la possibilità di inserire nel progetto doposcuola un nuovo bambino di prima elementare: il modo migliore di dire grazie, anche se fosse un grazie inconsapevole, è chiederci di continuare e di aumentare la nostra attività.

Noi vogliamo raccogliere questa sfida, la crescita. Speriamo di aiutare i bambini a crescere e nel frattempo impariamo a crescere anche noi. Il doposcuola cresce non grazie alla pubblicità, che non facciamo, non grazie ai soldi, che non abbiamo, né grazie al tornaconto, che non c’è.

Il doposcuola cresce grazie alla sua utilità, che si pubblicizza da sola, grazie alla qualità del servizio, che non ha bisogno di soldi e grazie, soprattutto, al tempo che i volontari dedicano ai bambini.

Aiutaci a crescere. Aiutati a crescere. Aiutali a crescere. Dedica un po’ del tuo tempo al doposcuola. C’è un bambino, di prima elementare, che ha bisogno di un aiuto per imparare l’alfabeto ed i numeri. È il motivo per cui scrivo, il motivo per cui ieri ho ricevuto la telefonata dalla scuola di Villar. Se hai letto fino a qui, sicuramente sei in grado di aiutarlo. Contattami, ti darò tutti i dettagli.

Grazie a tutti quelli che hanno letto, grazie ai volontari, grazie al Comune di Villar Perosa, grazie alla scuola, grazie ai genitori dei bambini che si fidano di noi.

Grazie a te che hai appena deciso di far parte di questo piccolo grande progetto.

La vita, l’associazione, le vacche

Il mondo è bello perché è avariato. La vita è bella e basta. L’associazione, messa lì al posto dell’amore, non merita tanta attenzione come l’amore, ma io faccio parte di un’associazione perché ho una passione, per il software libero in particolare, ed una passione è quasi amore. In ogni caso l’amore è una cosa troppo sublime e complessa per parlarne su un blog. Il vero motivo, però, per cui al posto dell’amore ci ho messo l’associazione, è perché ci stava bene assieme al resto del titolo, ovvero assieme alle vacche.
Le vacche hanno questa caratteristica particolare che le contraddistingue: sono grosse, si vedono da lontano. Ed in rapporto alla loro dimensione ed al loro peso, sono poco intelligenti, potremmo dire tranquillamente stupide. Non a caso si dice che qualcuno fa qualcosa “bovinamente” volendo intendere che lo fa senza ragionarci.
Così succede che l’associazione debba, fra le altre cose, pascolare anche un paio di vacche, perché queste non sono abbastanza intelligenti da capire che il loro bovinismo è dannoso per loro stesse, prima ancora che per gli altri. Una delle due è talmente stupida da credere che nessuno la riconosca solo perché indossa un naso di plastica con baffi ed occhiali finti. L’altra invece è un pochino più intelligente, ma non abbastanza da capire che nessuno la considererà mai più di una vacca, se continua a comportarsi da vacca.
Peccato, perché lei a volte dimostra un neurone in più della media e potrebbe davvero fare buon latte, ma ogni volta che fa il latte poi ci caga sopra senza pietà e quel che ne risulta nessuno lo vuole nemmeno annusare, ovviamente.
Cosa significa tutto ciò? Significa che avrei voglia di scappare dalla città, per pascolare vacche vere, almeno loro colpa per la loro stupidità non ne hanno.

Perché Do minore?

Mi piace strimpellare con la chitarra. Mi piacerebbe esser bravo a farlo, almeno quanto Knopfler, ma, ahimé, la realtà dei fatti è che non ci dedico abbastanza tempo, quindi a quel livello non ci arriverò. A dirla tutta, non sono neanche bravo quanto la media dei chitarristi da oratorio, ma pazienza, quando suono mi diverto, mi piace e tanto mi basta.

Il Do minore è uno di quegli accordi che in qualche modo capitano più raramente degli altri, va a sapere perché. Forse dipende dal tipo di musica che uno suona, ma so che quando mi capita un Do minore non c’è verso, devo farmi due conti per ricordarmi come si fa, quale sia la posizione delle dita, non mi viene spontaneo come un Sol col barrè che pure ha una posizione simile al Do minore in modo plateale.

Il titolo del blog deriva dunque da questa anomalia, tutta nella mia testa, del Do minore. Questo è un blog anomalo. Sempre nella mia testa. Comincio a pensare che ad essere anomala sia proprio la mia testa.

Come in ogni blog anomalo che si rispetti, qui non troverete capo né coda dei discorsi fatti, non troverete un filo conduttore se non la mia follia e non capirete perché mai siete finiti su questa pagina. Tranne per il fatto che questo blog contiene (ehm, forse conterrà) un sacco di informazioni interessanti. O almeno interessanti per me.

Buona lettura.